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Spiderwick - Le cronache

Un film godibile e perfetto per passare un’ora e mezzo di intrattenimento intelligente. Recensione di Giuliana Dea

Spiderwick - Le cronache

di Mark Waters

(The Spiderwick Chronicles) Con Freddie Highmore, Mary-Louise Parker, Nick Nolte, Joan Plowright, David Strathairn, Seth Rogen, Martin Short, Sarah Bolger. Genere Fantastico, colore 96 minuti. - Produzione USA 2008. - Distribuzione Universal Pictures

La famiglia Grace, composta da mamma Helen, i fratelli gemelli Jared e Simon, e la sorella maggiore Mallory, si trasferisce nella vecchia casa dello zio Arthur Spiderwick. La casa è rimasta chiusa per 80 anni, e si trova nel bel mezzo di un bosco, isolata dal paese vicino. Jared malsopporta la situazione: non perdona alla mamma di essersi separata e le sue reazioni sono spesso violente. Trascorrendo molto tempo da solo, però, il bambino si accorge che nella vecchia casa, e soprattutto fuori, c’è qualcosa di strano. Tutto comincia ad avere un senso quando Jared ritrova la Guida pratica di Arthur Spiderwick al mondo fantastico che vi circonda…

Spiderwick è l’ennesima operazione di adattamento da un romanzo fantasy a cui le majors americane ci hanno abituati negli ultimi anni, forti dei successi del Signore degli anelli, Harry Potter, passando per il mezzo flop delle Cronache di Narnia, fino alla Bussola d’oro.
Rispetto agli altri, però, Spiderwick sembra essere stato pensato apposta per un pubblico di bambini e preadolescenti (come del resto lo sono i romanzi da cui è tratto).
La storia scorre in modo parallelo tra i conflitti del mondo reale e il mondo fantastico in cui i protagonisti si troveranno invischiati loro malgrado.
I conflitti del mondo reale sono legati alla vicenda che ha costretto la famiglia Grace a spostarsi dalla Grande Mela in una casa sperduta in un bosco e apparentemente disabitata. La signora Grace, dopo la separazione con il marito, vuole rifarsi una vita e cominciare tutto dal principio. Suo figlio Jared (interpretato da Freddie Highmore, come il gemello Simon) però non è d’accordo e cerca ogni occasione per ritornare da suo padre, che vede come l’unico in grado di interessarsi a lui. Diventa un tale elemento di disturbo che persino i fratelli gli danno contro, continuamente.
Jared è il protagonista del film, e vive un vero e proprio percorso di formazione, anche grazie alle vicende che scaturiscono dal ritrovamento del libro di Arthur Spiderwick, un manuale di istruzioni per il mondo fantastico invisibile all’uomo che circonda la casa ad insaputa di tutti. La scoperta del mondo fantastico e il tentativo di salvare la sua famiglia dall’orco Mulgarath e dai suoi tentativi di impadronirsi del libro portano Jared a una crescita molto veloce.
Inutile dilungarsi sugli abitanti del mondo fantastico: sotto questo punto di vista il film utilizza perfettamente la materia e gli effetti speciali, e la costruzione dei colpi di scena è esattamente quello che ci si può aspettare da un film che appartiene al genere.
Invece è bene soffermarsi su un altro protagonista, o meglio, a parere di chi scrive, un protagonista mancato. Nelle intenzioni degli autori la casa avrebbe dovuto essere un personaggio chiave all’interno della storia. In realtà è come se la casa fosse importante solo perché qualcuno durante il film la definisce come tale. Nessuno dei personaggi sembra mai essere realmente conscio che la casa possa essere l’unica arma di difesa efficace per proteggere il libro da Mulgarath.
A questo proposito viene in mente un altro film che gli spettatori più attenti e soprattutto più ‘vecchi’ non faranno fatica ad assimilare a Spiderwick, un altro film in cui un protagonista è un oggetto inanimato, dove si assiste ad un analogo percorso di formazione, anch’esso costellato da conflitti familiari: Jumanji.
In Jumanji il gioco stesso assume importanza, proprio alla sua capacità di provocare cambiamenti con il solo spostamento delle pedine. E viene sfruttato molto bene, all’interno della storia.
Forse in Spiderwick il ruolo del gioco avrebbe dovuto essere assegnato al libro, ma la difesa del luogo in cui viene conservato era in effetti molto più interessante. Ed è un peccato che questo protagonista non riesca a dimostrarsi così rilevante come avrebbe potuto essere.
Nonostante questo, il film rimane comunque godibile e perfetto per passare un’ora e mezzo di intrattenimento intelligente. Se possibile, in compagnia dei propri figli. Se non ne avete, portateci quelli dei vicini!