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In amore niente regole

George Clooney estrae tutta la sua verve e tutte le sue faccette più buffe per trasformarsi in Dodge Connely, un moderno Cary Grant con casco paracolpi e maglietta infangata. Renèe Zellwegger, dal canto suo, è una perfetta sparring partner della battuta. Recensione di Sara Sagrati

In amore niente regole

di George Clooney

(Leatherheads) Con George Clooney, Renée Zellweger, John Krasinski, Jonathan Pryce. Genere Commedia, colore 114 minuti. - Produzione USA 2008. - Distribuzione Universal Pictures

Dodge Connelly è un giocatore di football ormai quarantenne in un mondo dove lo sport professionistico è del tutto inesistente. La fine della sponsorizzazione da parte del re dell’amido decreta la fine della sua squadra, ma Dodge non molla e decide di tentare la carta Carter Rutherford, un osannato eroe di guerra che fa faville nella sua squadra universitaria tanto da richiamare migliaia di persone alle partite. Con la complicità dell’agente del giocatore, un avido CC Frazier, Carter comincerà a giocare per la squadra di Dodge facendo nascere di fatto l’epoca del football professionistico. Ma tutti hanno qualcosa da nascondere e ci penserà la sagace giornalista Lexie Littletorn a mettere pepe a questa situazione, creando un triangolo amoroso sportivo frizzante e brioso sullo sfondo dell’america del proibizionismo.

Dopo aver affrontato la tv spazzatura e la tv impegnata (Confessioni di una mente pericolosa, Good Night and Good Luck) attraverso toni drammatici e senza partecipare come attore protagonista, per la sua terza regia, George Clooney sceglie di metterci la faccia e di buttarla in commedia. Anzi, in una sofisticata commedia che rimanda alla migliore tradizione hollywoodiana. Il ma(g)nifico George estrae tutta la sua verve e tutte le sue faccette più buffe per trasformarsi in Dodge Connely, un moderno Cary Grant con casco paracolpi e maglietta infangata. Renèe Zellwegger, dal canto suo, è una perfetta sparring partner della battuta: sa il fatto suo e ogni frase va a segno, trasformando la sua Lexie Littleron in una perfetta Ragazza del Venerdì (1940). Ma come spesso accade alle coppie della commedia americana, bisogna fare i conti con il terzo incomodo che costituisce il triangolo. L’eroe di guerra e grande giocatore di football Carter Rutherford (John Krasinski) sembra un uomo perfetto e per questo potrebbe avere qualcosa da nascondere.
Ma non fatevi ingannare dalle apparenze. In amore niente regole racconta molto di più di un classico triangolo amoroso con battute al vetriolo sullo sfondo del football ai tempi del proibizionismo. Come nel sempre troppo poco celebrato Mr Hula Hoop dei fratelli Coen, ai quali Clooney deve molto, il tema di In Amore niente regole è la perdita dell’innocenza di una nazione.
C’è stato un tempo in cui lo sport non era sulle prime pagine e i giocatori non erano delle star. Al giorno d’oggi si fa fatica a crederlo, eppure era così. Alla fine della Prima Guerra Mondiale in America non esisteva una vera lega professionistica di football, i giocatori erano rozzi, guadagnavano poco, bevevano e rischiavano il collo. Poi arrivarono le sponsorizzazioni vere e da quel momento il merito, l’iniziativa e il divertimento diventarono meno importanti del profitto e della gloria, ma soprattutto della verità,
In In amore niente regole la verità viene continuamente sbeffeggiata: sui giornali, nelle conversazioni, nel dichiarare la propria età. E’ come se gli sceneggiatori, ma ancor di più il regista, volessero provare che quello fu l’inizio della fine. Non a caso, nell’ultimo fotogramma del film, già durante i titoli di coda, viene buttata li una fotografia di CC Frazier, emblematica per capire cosa pensi Clooney delle regole del gioco.
Ma niente paura. Il film non è nè pesante nè moralista. Anzi, si ride e molto. Battute veloci e frizzanti, ambientazione credibile e scene di gioco comprensibili anche per non appassionati di sport americani.