
Osvaldo Cavandoli nasce a Maderno del Garda nel 1920. Ma ben presto si trasferisce a Milano, sua definitiva città d’adozione. Dopo aver frequentato il ginnasio, si iscrive ad una scuola di avviamento professionale, però il matrimonio fra Cavandoli e lo studio proprio non funziona e così lui inizia a lavorare, appena diciottenne, come disegnatore tecnico dell’AlfaRomeo. Influenzato da questa esperienza, ancora oggi continua a disegnare e progettare sia macchine da presa che attrezzature per la produzione dei film.
Dopo l’esperienza all’Alfa Romeo, Cavandoli va a lavorare, sempre come disegnatore meccanico, alla Cemsa di Saronno, un’industria bellica. Questi sono gli anni difficili della guerra, e Osvaldo Cavandoli, nel ‘43, viene portato in Germania dai tedeschi. Nel frattempo in Italia appaiono alcuni suoi disegni di satira politica. A 23 anni legge un’inserzione di Nino e Toni Pagot che cercano disegnatori per un nuovo cartone animato: inizia così a lavorare come intercalatore presso lo studio Pagot, animando “Lalla ed il funghetto” ed “I fratelli Dinamite”. Inizia qui la sua gavetta, che lo condurrà in seguito all’animazione vera e propria.
Alla fine della guerra lo studio Pagot cessa di esistere e Cava, insieme ad un collega, crea la Pubblifilm, ma il progetto si rivela un fiasco. Agli inizi degli anni ‘50, ricava in uno scantinato uno spartano studio di produzione: è qui che prende vita Pupilandia, produzione con pupazzi animati. Negli anni seguenti verrano realizzati, con questa stessa tecnica, circa una ventina di filmati.
Nel 1968 Cavandoli, artista maturo, fondendo esperienza e creatività partorisce “La Linea”, il suo personaggio più famoso.

Loredana Signorelli








