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Intervista a Bruno Brindisi

[ Tutte le immagini comparse in quest'intervista, compreso lo schizzo delle tazzine, sono di Bruno Brindisi. Ne è perciò vietata la riproduzione. Tali immagini, tranne le tazzine disegnate apposta per me, provengono dal sito ufficiale di Brindisi (Dylan Dog, Martin Mystère, Nick Raider, Tex sono ©Sergio Bonelli Editore). Per visitare il sito ufficiale, andate alla fine dell'intervista. Vi segnalo però che l'indirizzo e-mail, presente al suo interno, è inattivo. Perciò se avete richieste da fare al nostro disegnatore preferito segnalatele a me, sarò felice di fargliele avere. Pubblicherò poi le sue risposte fra le mie FAQ ]

Biografia (tratta dal suo sito ufficiale)

Bruno Brindisi nasce a Salerno il 3 Giugno 1964, dove tuttora vive e lavora.

Disegna dal 1964, ma comincia a farlo in modo un po’ più professionale su Trumoon n.1 (1983), rivista edita in proprio da un gruppo di amici fumettari che qualcuno in seguito ha voluto etichettare come “scuola salernitana”. Tecnicamente è autodidatta, non avendo seguito nessun corso a indirizzo artistico.

Nonostante la passione per il fumetto, comunque ci vogliono degli anni prima di sceglierlo come mestiere, rinunciando a una quasi sicura carriera di cameraman alla RAI ed a quella molto più incerta, di tastierista Pop - Jazz.[…]

È del 1988 la gavetta sui pocket “Hard” della E.P.P., tramite lo studio On Mollo M Di Francesco Coniglio, che poi diventerà edizione A.C.M.E, dando alla luce una serie di pubblicazioni di non lunga fortuna
(Splatter, Mostri, Torpedo).

Nel 1989 i primi contatti con Sergio Bonelli Editore, con varie prove per Nick Raider, Nathan Never (prima) e Dylan Dog (poi), con cui esordirà nel Novembre del 1990 con la storia “Il male”(n. 51).

Da allora produce per la Bonelli qualcosa come oltre 2500 tavole (numero provvisorio), quasi tutte per Dylan Dog ( ma anche per Martin Mystère, Tex, Nick Raider), riuscendo a realizzare nel frattempo tre episodi per la Comic Art (Bit Degeneration), i primi episodi della serie Billiteri (per la Universo) e cosettine varie (Orazio Brown).[…]

1993: Premio “Albertarelli” (A.N.A.F.I.)

1995: Miglior Disegnatore (A.N.A.F.I.)

1997: Miglior Disegnatore Realistico (Fumo di China)

Intervista

- Ciao Bruno benvenuto nel mio spazio virtuale. Mettiti pure comodo. Cosa ti offro?

- UN CAFFE’ VA BENISSIMO.

- Si però le tazzine le disegni tu.

-Wow!!! Mi ha preso alla lettera!!!
(naturalmente io ci metto il caffè… Embè! Sennò che ospite sono!).

Bene incominciamo con l’intervista. La sparo lì… partendondo subito con una domanda tecnica.

- SPERO DI ESSERE PREPARATO!

- Questa è buona davvero!

 Esistono, per la sceneggiatura dei fumetti, varie forme: all’italiana, all’americana, storyboard. Tu quale ritieni la migliore? Quale di queste forme può facilitare il tuo lavoro di disegnatore?

Di solito si afferma che non è importante quello che si dice quanto piuttosto COME lo si dice. Per una sceneggiatura è vero il contrario, è molto più importante quello che la storia comunica, quali collegamenti mentali stimola per poter rendere al meglio. Io comunque preferisco le sceneggiature sintetiche. Quelle americane forse lo sono troppo, uno storyboard lo troverei vincolante e persino OFFENSIVO! Quindi l’ideale sono le sceneggiature all’italiana, con numero di vignette definito, ma aperte all’interpretazione.

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