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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>IL RISCHIO TECNOLOGICO</title>
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	<pubDate>Sun, 18 Sep 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>inquinamento industrializzazione ambiente</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Il rischio “tecnologico”, legato cioè alla possibilità di guasti o errori di gestione negli impianti produttivi, è molto elevato in Italia, in particolare nelle aree più industrializzate. L’opinione pubblica è rimasta molto colpita, in passato, dal gravissimo incidente che si è verificato nel 1976 alla Icmesa, una fabbrica chimica di Severo, in Lombardia, dove una fuga di diossina (un gas altamente tossico) contaminò un’ampia zona circostante, con seri danni alla popolazione e alle attività produttive di una vasta area.</p>
<p>In realtà gli incidenti provocati da guasti o errori tecnologici – nelle fabbriche, nei cantieri, nelle centrali elettriche e nelle grandi infrastrutture per la raffinazione e il trasporto del petrolio – sono stati e continuano a essere numerosi.</p>
<p>In Italia il Ministero dell’Ambiente ha individuato in Italia diverse aree a elevata concentrazione industriale nelle quali esiste un rilevante rischio di incidenti, esplosioni e rilasci di sostanze tossiche, con possibilità di morti e feriti fra la popolazione. Queste aree sono diffuse su tutto il territorio nazionale, comunque la maggior parte è concentrata al Nord, dove sono segnalate <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Volpiano</B> (TO), <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Rho</B> (MI), <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Trecate</B> (NO), <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Mantova</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Porto Marghera</B> (VE), <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Genova</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Ferrara</B> e <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Ravenna</B>. Al centro abbiamo <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Livorno</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Falconara</B> (AN), <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Roma Malagrotta</B>. Al Sud e Isole, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Napoli</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Taranto</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Brindisi</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Porto Torres</B> (SS), <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Cagliari</B>, <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Gela</B> (CL) e <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Priolo</B> (SR).</p>
 
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	<description>Il rischio “tecnologico”, legato cioè alla possibilità di guasti o errori di gestione negli impianti produttivi, è molto elevato in Italia, in particolare nelle aree più industrializzate.[...]</description>
	
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	<item>
	<title>INQUINAMENTO E TUTELA DELLA SALUTE</title>
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	<pubDate>Sun, 18 Sep 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>tutela ambiente salute</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Per tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini dalle varie forme di inquinamento, lo Stato Italiano ha emanato fin dagli anni Settanta numerose leggi; la loro applicazione, soprattutto per quanto riguarda i controlli e le sanzioni ai contravventori, è stata però alquanto lacunosa.</p>
<p>Una delle iniziative più importanti si è avuta nel 1986, con l’istituzione del Ministero dell’Ambiente. I suoi compiti sono quelli di “assicurare, in un quadro organico, la promozione, la conservazione e il recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi fondamentali della collettività e alla qualità della vita, nonché la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale e la difesa delle risorse naturali dall’inquinamento”.</p>
<p>Inoltre è stata introdotta la procedura che per ogni cosa che si voglia costruire si deve procedere alla redazione di una “valutazione di impatto ambientale” e ci deve essere un parere dell’ente preposto su questa valutazione. Questo ha portato benefici perché molto costruzioni che sarebbero andate a deturpare paesaggi incontaminati non sono state costruite, ma ha portato anche disagi, perché l’intransigenza degli ambientalisti ha bloccato anche opere pubbliche necessarie, portando i tempi di realizzazione delle stesse ad essere eterni..</p>
 
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	<item>
	<title>IL MOVIMENTO AMBIENTALISTA IN ITALIA</title>
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	<pubDate>Sun, 18 Sep 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi decenni si è sviluppato in Italia il movimento ecologista che ha visto, nella seconda metà del XX secolo, la nascita di diverse associazioni a difesa dell’ambiente, tra queste le più conosciute sono <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Italia Nostra</B> e <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Legambiente</B>.</p>
<p>Fu la battaglia antinucleare a trasformare il movimento ambientalista ed ecologista in un vero movimento politico. Le preoccupazione legate al problema sicurezza nella costruzione e gestione delle centrali nucleari crea un’inedita saldatura tra gli interessi delle popolazioni locali, le associazioni ambientaliste, i movimenti e le leghe ecologiche.</p>
<p>Tutte queste associazioni promuovono iniziative per sensibilizzare la popolazione italiana sulle tematiche ambientali, perché ognuno di noi può fare molto per la difesa dell’ambiente.</p>
 
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	<item>
	<title>LA RISORSA ACQUA</title>
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	<pubDate>Mon, 15 Aug 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>acqua fiume lago pioggia statistiche</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>L’acqua è una sostanza indispensabile alla vita dell’uomo e di tutti gli organismi ed è necessaria per lo svolgimento di tutte le più importanti attività umane. Essa è dunque una risorsa economica, che l’uomo ricava da varie fonti (torrenti, fiumi, canali, laghi, falde sotterranee, mari) destinandola a vari usi (alimentari, igienici, produttivi, ricreativi, di trasporto).</p>
<p><IMG height=284 hspace=10 src="http://info.supereva.it/geografia1/img/fiume1.jpg" width=211 align=right vspace=10><br />
&nbsp;</p>
<p>In <B style="mso-bidi-font-weight: normal">Italia</B> il fabbisogno idrico complessivo ammonta a circa 50 miliardi di metri cubi annui. I maggiori quantitativi d’acqua (27 miliardi di metri cubi) sono impiegati nell’<B style="mso-bidi-font-weight: normal">agricoltura</B>, per l’irrigazione delle colture; seguono gli <B style="mso-bidi-font-weight: normal">usi industriali</B> (16 miliardi) e quelli <B style="mso-bidi-font-weight: normal">civili</B> (7 miliardi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel nostro paese si verificano di frequente, soprattutto nelle regioni meridionali e insulari, situazioni di emergenza idrica, dovute in gran parte alla posizione geografica della penisola.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050815000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050815000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050815000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20050815000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fscienze_della_terra%2Finterventi%2F2005%2F08%2F221574.shtml"/></p>
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	</item>
    
	<item>
	<title>LA RISORSA ACQUA - 2</title>
	<link>http://guide.supereva.it/scienze_della_terra/interventi/2005/08/221575.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 15 Aug 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>lago fiume temporale acqua statitiche italia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>I fattori fisici e climatici che caratterizzano le varie regioni italiane determinano infatti una differente distribuzione delle precipitazioni. L’apporto meteorico (cioè la quantità di acqua che giunge al suolo sotto forma di precipitazioni) ammonta complessivamente a circa 300 miliardi di metri cubi all’anno. Di questi, il 40,8% ricade sull’Italia settentrionale, il 22,2% sull’Italia centrale, il 24,4% sull’Italia meridionale e il 12,6% sull’Italia insulare.</p>
<p><IMG height=153 hspace=10 src="http://info.supereva.it/geografia1/img/temporale.jpg" width=205 align=right vspace=10><br />
&nbsp;</p>
<p>Forti squilibri nelle precipitazioni si verificano anche fra un anno e l’altro e fra una stagione e l’altra; questo fa si che molti corsi d’acqua abbiano la loro portata minima nei mesi estivi, proprio quando la richiesta d’acqua è maggiore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corso dell’ultimo secolo, i consumi civili di acqua&nbsp; sono notevolmente aumentati a causa della crescita della popolazione e delle sue esigenze: nel 1861 in Italia vivevano poco meno di 22 milioni di persone, ciascuna delle quali consumava in media 40 litri d’acqua al giorno; ora gli abitanti sono oltre 58 milioni e ciascuno consuma mediamente una quantità d’acqua 10 volte superiore. Sono inoltre aumentati i prelievi&nbsp; d’acqua per gli usi agricoli e industriali, in continua espansione negli ultimi decenni.</p>
<p>&nbsp;</p>
 
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	</item>
    
	<item>
	<title>LA RISORSA ACQUA - 3</title>
	<link>http://guide.supereva.it/scienze_della_terra/interventi/2005/08/221576.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 15 Aug 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>acqua pioggia lago fiume temporale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Tutto questo ha determinato una diminuzione della quantità d’acqua disponibile: si stima che quasi il 45% della popolazione italiana sia rifornita di acqua potabile in maniera saltuaria e insufficiente. Le situazioni peggiori si hanno nelle regioni meridionali e insulari dove le precipitazioni e le risorse idriche sotterranee sono più scarse. In diverse località della Campania, della Calabria, della Sicilia, ma anche della Liguria accade di frequente che l’erogazione venga razionata o addirittura sospesa per alcuni giorni.</p>
<p><IMG height=400 hspace=10 src="http://info.supereva.it/geografia1/img/temporale1.jpg" width=265 align=right vspace=10> </p>
<p>Le carenze nell’approvvigionamento idrico non dipendono, tuttavia, solo da cause naturali. Esse sono anche una conseguenza della cattiva gestione degli acquedotti, finora divisa fra una moltitudine di enti (oltre 6000) poco coordinati fra loro.</p>
<p>A questo proposito, un importante passo avanti è stato fatto, nel 1994, con l’approvazione della Legge Galli. Essa prevede la suddivisione del territorio italiano in grandi bacini di utenza (comprendenti almeno 500.000 abitanti) in cui i servizi idrici (acquedotti, fognature, impianti di depurazione) vengano gestiti e coordinati da non più di un centinaio di enti o imprese private. Un altro importante principio stabilito da questa legge è che “tutte le acque, sia superficiali, sia sotterranee, sono pubbliche”; riguardo all’uso, la priorità è data al consumo umano e, immediatamente dopo, agli usi agricoli.</p>
 
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	<description>Tutto questo ha determinato una diminuzione della quantità d’acqua disponibile: si stima che quasi il 45% della popolazione italiana sia rifornita di acqua potabile in maniera saltuaria e[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>GLI INCENDI BOSCHIVI</title>
	<link>http://guide.supereva.it/scienze_della_terra/interventi/2005/07/217900.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 12 Jul 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>incendio italia statistiche</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Gli incendi costituiscono una grave minaccia per il patrimonio naturalistico della nostra penisola.</p>
<p>In Italia il fenomeno degli incendi nei boschi e, più in genere, nello spazio rurale, appare abbastanza rilevante: nell&#8217;arco di 34 anni (1970-2003) il fuoco ha percorso oltre 1.7 x 10 alla sesta ettari di superficie boscata, pari al 18 % della superficie forestale nazionale e circa 2.09 x 10 alla sesta ettari di superficie agraria, per un totale del 13% della superficie territoriale complessiva; oltre 320 mila gli incendi ufficialmente registrati nel medesimo periodo, con un dato medio annuale di 53 mila ha di superficie boscata e 72 mila ha di superfici non boscate. Le superfici forestali percorse dal fuoco in Italia (ISTAT 1997-2000) negli anni particolarmente critici (1998 e 2000), risultano pari o maggiori al 50% di quelle utilizzate; il danno non è, pertanto, solo di tipo ambientale, ma anche di natura economica, se si considera che le poche utilizzazioni della risorsa forestale possono essere compromesse dal frequente passaggio del fuoco.</p>
<p>Gli incendi non sono di per sé negativi dal punto di vista ambientale: in alcuni casi, anzi, il fuoco viene provocato e controllato da chi gestisce le foreste per permettere alla vegetazione di rinnovarsi e per accelerare il passaggio nel terreno di alcune sostanze nutritive presenti nel legno.</p>
<p><IMG height=303 hspace=10 src="http://info.supereva.it/geografia1/img/incendio.jpg" width=271 align=right vspace=10><br />
Nella maggior parte dei casi, tuttavia, gli effetti distruttivi superano quelli positivi, e il fuoco rappresenta comunque un grave pericolo per l&#8217;uomo.</p>
<p>Gli incendi boschivi hanno talvolta origine naturale (per esempio possono essere causati da un fulmine), ma più spesso sono provocati dall&#8217;uomo in modo sia accidentale (per esempio con mozziconi di sigaretta, fuochi accesi da campeggiatori o escursionisti, fuochi d&#8217;artificio) sia volontario. In Sardegna la principale causa di incendi è la pratica di bruciare periodicamente la vegetazione della macchia per estendere i pascoli ovini.</p>
<p>Per prevenire gli incendi è stata vietata per legge la costruzione di qualsiasi edificio su terreni boschivi percorsi dal fuoco: spesso, infatti, il fuoco viene appiccicato per poter edificare nuove case in zone boscose dove non sarebbe consentito costruire.</p>
<p>Lo spegnimento degli incendi è compito delle guardie forestali e dei vigili del fuoco.  In Italia i fondi, gli uomini e i mezzi destinati all&#8217;opera di prevenzione e allo spegnimento degli incendi risultano spesso insufficienti. Fondamentale è dunque il ruolo che possono svolgere i gruppi di volontari locali, soprattutto nell&#8217;avvistare gli incendi e intervenire tempestivamente.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050712000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050712000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050712000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20050712000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fscienze_della_terra%2Finterventi%2F2005%2F07%2F217900.shtml"/></p>
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	<description>Gli incendi costituiscono una grave minaccia per il patrimonio naturalistico della nostra penisola.
In Italia il fenomeno degli incendi nei boschi e, più in genere, nello spazio rurale, appare[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>LE VALANGHE</title>
	<link>http://guide.supereva.it/scienze_della_terra/interventi/2005/07/217157.shtml</link>
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	<pubDate>Wed, 06 Jul 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/scienze_della_terra/interventi/2005/07/217157.shtml#comments</comments>
    <category>italia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Le valanghe costituiscono un rischio frequente nelle zone di montagna durante i mesi invernali e primaverili. Si tratta di masse di neve che, a causa di variazioni di temperatura, si staccano dalle pendici montuose e precipitano o slittano a valle con velocità che variano tra i 40 e gli 80 km orari.<br />
In inverno, in conseguenza di forti nevicate, sono frequenti le valanghe di neve polverosa; nei mesi di disgelo si verificano soprattutto quelle di neve pesante e bagnata. Alcune aree, per la frequenza con cui si verificano questi eventi, vengono definite &#8220;ad alto rischio&#8221;. Solitamente queste zone sono caratterizzate da una elevata pendenza dei versanti, dall&#8217;inesistenza di una copertura vegetale e dall&#8217;esposizione del versante all&#8217;insolazione.<IMG height=300 hspace=10 src="http://info.supereva.it/geografia1/img/valanga2.jpg" width=415 align=right vspace=10><br />
I rischi derivanti dalla caduta delle valanghe sono molto aumentati nel corso degli ultimi decenni anche a causa della diffusione del turismo invernale, che ha determinato il massiccio disboscamento dei versanti e che ha moltiplicato gli insediamenti umani nelle zone montane. Gli interventi per limitare i danni provocati dalle valanghe consistono nella protezione dei centri abitati con barriere frangi valanghe e nel rimboschimento dei versanti con alberi ad alto fusto.</p>
 
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	</item>
    
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	<title>LE ALLUVIONI</title>
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	<pubDate>Tue, 05 Jul 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category><category>alluvione alluvioni italia statistiche</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;alluvione si verifica quando le acque di un torrente o di un fiume in piena escono dall&#8217;alveo inondando i terreni circostanti. In Italia questo fenomeno si manifesta con particolare frequenza, provocando ogni anno vittime umane e ingenti danni economici (colture agricole devastate, edifici e infrastrutture distrutti). Negli ultimi cinquant&#8217;anni, in Italia, si sono avute quasi 300 alluvioni gravi; le regioni più colpite sono state il Piemonte e la Toscana, seguite da Veneto, Liguria ed Emilia Romagna.</p>
<p>Abbiamo preso in considerazione uno studio che ci mostra le statistiche sul dissesto idrogeologico del territorio italiano e abbiamo i dati relativi anche alle province italiane più soggette agli alluvioni.</p>
<p><IMG height=246 alt="Alluvione a Pordenone" hspace=10 src="http://info.supereva.it/geografia1/img/alluvione.jpg" width=390 align=right vspace=10><br />
I dati dello studio mostrano che la superficie del territorio italiano a potenziale rischio idrogeologico è pari a 21.504 chilometri quadrati, di cui 13.760 per frane e 7.744 per alluvioni: il 7,1% della superficie nazionale. Sono 5.553 i comuni interessati, pari al 68,8%, mentre le regioni con la maggiore presenza di aree a rischio potenziale sono la Valle d&#8217;Aosta (660,2 chilometri quadrati, 20,2% del territorio regionale), la Campania (2.253,1 chilometri quadrati, 16,5%), l&#8217;Emilia-Romagna (3.217, 2 chilometri quadrati, 14,5%) e il Molise (615,7 chilometri quadrati, 13,8%).<br />
Le province messe peggio, sempre in rapporto alla superficie totale sono Lucca (31%), Parma (26%), Piacenza (26%), Caserta (24%), Aosta (20%).<br />
La provincia con la presenza di aree a più alto rischio potenziale di frana è quella di Lucca (23%). Quella con la presenza di aree a più alto rischio potenziale di alluvione è Livorno (19,3%). </p>
<p>Il problema delle inondazioni è strettamente legato allo stato dei suoli e alla loro capacità di trattenere e regolare il flusso delle acque piovane. Questa capacità, a sua volta, dipende in buona parte dalla presenza o meno di una copertura boschiva sul territorio: le chiome e le radici degli alberi intercettano infatti notevoli quantità d&#8217;acqua, sottraendole al deflusso superficiale.</p>
<p>Un ruolo importante ha anche la gestione dei corsi d&#8217;acqua: la restrizione delle aree di espansione delle acque e la cementificazione degli alvei hanno provocato infatti l&#8217;aumento della rapidità e dell&#8217;impetuosità delle acque, soprattutto nei periodi di piena.</p>
<p>Per prevenire le inondazioni è quindi necessario favorire il rimboschimento lungo i corsi d&#8217;acqua e attuare interventi di sistemazione idraulica (costruzioni di argini, impianti di canalizzazione, pulizia degli alvei) che non alterino il naturale equilibrio dei fiumi.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050705000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050705000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050705000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20050705000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fscienze_della_terra%2Finterventi%2F2005%2F07%2F217035.shtml"/></p>
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	<title>LA CEMENTIFICAZIONE DEI CORSI D&#039;ACQUA</title>
	<link>http://guide.supereva.it/scienze_della_terra/interventi/2005/07/216930.shtml</link>
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	<pubDate>Mon, 04 Jul 2005 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Olisea Caddia</dc:creator>
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    <category>italia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso degli ultimi quarant&#8217;anni la superficie occupata da edifici, strade o altre infrastrutture in Italia è aumentata notevolmente. La causa principale di questo processo è il forte aumento della popolazione, i cui insediamenti hanno strappato spazi sempre maggiori a boschi, praterie, coste, corsi d&#8217;acqua.</p>
<p>I fiumi, com&#8217;è noto, scorrono, in natura, in un alveo affiancato da ampie aree di espansione in cui, nei periodi di piena, si riversano le acque in eccesso. L&#8217;estensione delle zone coltivate e abitate, la costruzione di strade e di industrie hanno determinato la progressiva riduzione di tali aree e la loro delimitazione attraverso argini artificiali che impediscono alle acque di minacciare le opere dell&#8217;uomo.</p>
<p>Negli ultimi decenni gli interventi per regolare il flusso delle acque si sono intensificati, dando luogo al fenomeno della cementificazione dei fiumi e dei torrenti. Gli alvei sono stati rettificati, ristretti e ingabbiati entro sponde di cemento, con gravi ripercussioni sulla fisionomia dei corsi d&#8217;acqua e sugli equilibri ambientali. Il cemento crea infatti uno strato impermeabile che interrompe gli scambi fra le acque dei fiumi e le acque sotterranee e riduce la quantità d&#8217;ossigeno disciolto nell&#8217;acqua.</p>
<p><IMG hspace=10 src="http://info.supereva.it/geografia1/img/cementificazione1.jpg" width=400 align=right vspace=10 height?350?><br />
Le opere di sistemazione idraulica hanno così trasformato molti fiumi e torrenti in canali, in cui le acque scorrono sempre più rapide: è aumentato quindi il rischio che, durante le piene, le acque travolgano gli argini inondando i campi e le costruzioni posti nelle vicinanze. La Liguria, per esempio, è spesso soggetta a alluvioni violente e distruttive a causa della irrazionale gestione dei corsi d&#8217;acqua, alcuni dei quali sono stati coperti di cemento e costretti a scorrere entro alvei trasformati in &#8220;tubature&#8221;.</p>
<p>In altri paesi, dove si era verificato un analogo fenomeno di cementificazione di fiumi e torrenti, si è proceduto a una &#8220;rinaturalizzazione&#8221; dei corsi d&#8217;acqua, per ripristinare gli equilibri e le funzioni di questi ecosistemi. In Germania, per esempio, gli alvei rettificati e le sponde in cemento vengono via via demoliti; le aree di espansione, dove è possibile, vengono ripristinate; sulle sponde vengono piantati alberi di alto fusto, che aumentano la capacità del suolo di trattenere le acque.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20050704000000"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20050704000000?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20050704000000" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20050704000000&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fscienze_della_terra%2Finterventi%2F2005%2F07%2F216930.shtml"/></p>
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