I FIUMI

Parliamo dei fiumi in generale.

L’acqua che cade dal cielo sulle terre emerse, se non evapora, raggiunge, prima o poi, per via superficiale o sotterranea, un corso d’acqua.
Le acque prodotte dalla fusione delle nevi e dei ghiacciai, insieme alle acque piovane e di sorgente vengono convogliate in un unico corso d’acqua che a sua volta confluisce più a valle in un corso d’acqua principale.
Le precipitazione cadute in un territorio molto vasto si raccolgono così in un unico fiume, che riceve acque da tutti i suoi affluenti e le incanala attraverso la pianura per portarle sino al mare.
Infatti un fiume è un corso d’acqua che scorre in un alveo naturale a pendenza media debole o modesta con un deflusso di acqua permanente.

Il termine fiume non è molto significativo perchè serve per indicare sia grandi fiumi (Rio delle Amazzoni, Volga) sia fiumi modesti (Chienti, Rubicone).
Sono stati perciò coniati termini come torrente, ruscello, fiumara, fosso, ecc. per indicare con maggiore precisione il tipo di fiume di cui si sta parlando.

Ogni fiume ha un proprio bacino idrografico, che è nella sostanza il territorio da cui il fiume raccoglie le acque che lo alimentano.
I bacini idrografici non sono sempre ben definiti, ed inoltre anche grossi fiumi (pensiamo ad es. all’Oglio che si riversa nel Po) hanno bacini idrografici propri ma che poi fanno parte del bacino idrografico del fiume in cui si riversano.

Il corso di un fiume viene comunemente diviso in tre parti:Superiore (dalla sorgente fino allo sbocco in pianura)Medio (il tratto in pianura)Inferiore (il tratto prossimo alla foce)
Per studiare i caratteri di un fiume gli elementi base sono:La portataIl regimeLa velocità della corrente
La portata è il volume d’acqua che passa nell’unità di tempo considerata, attraverso una data sezione trasversale del fiume e viene espressa in metri cubi al secondo.

Il regime costituisce il complesso delle variazioni delle portate nel corso dell’anno.

La velocità della corrente dipende dalla pendenza del corso d’acqua, dalla conformazione dell’alveo e dalla sezione bagnata.
La corrente raggiunge le velocità più alte in corrispondenza delle massime profondità, leggermente al di sotto del pelo dell’acqua, perché in superficie interviene l’attrito con l’aria.

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