I DELTA DEI FIUMI

Quando il moto ondoso marino non è continuo si formano i delta.

Solo dove una zona montuosa sorge in prossimità delle coste, come in Liguria o in Calabria, i fiumi riescono a portare al mare ciottoli e ghiaia.

Dove invece il fiume percorre un lungo tratto in pianura, la corrente diviene così lenta che lascia via via il suo carico più pesante e trasporta fino alla foce solo fango e sabbia fine.

Quando infine il fiume sfocia in mare, o in un lago, la corrente rallenta bruscamente e grandi quantità di sabbia e di fango si depositano allo sbocco dei canali, costruendo a poco a poco un delta.

Un delta è il risultato della lotta tra la forza del fiume e quella del mare, il quale cerca, con il moto ondoso, di togliere i materiali depositati dal fiume. Dove però le correnti marine sono deboli è il fiume che vince e ruba spazio al mare.
L’esempio migliore è quello del fiume Mississipi negli Stati Uniti d’America il quale invade il Golfo del Messico con una striscia lunga più di 100 km.
Dove invece il moto ondoso è continuo il mare riesce a portare lontano buona parte della sabbia e del fango accumulate dal fiume, formando lunghi cordoni di spiagge vicino alla foce. Un esempio concreto è la foce del Tevere ai lati della quale si sono formate le spiagge di Ostia e Fregene.

I fiumi che sfociano lungo coste che si affacciano su mari aperti hanno di solito foce ad estuario perché qui il mare riesce a rimuovere tutti i materiali e quindi la foce assume la forma di imbuto che si apre verso il mare.

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