La capacità di controllare le acque è sempre stata una condizione fondamentale per la sopravvivenza dell’uomo. Si sa che un terreno irrigato è molto più produttivo di un terreno arido. Ma per l’irrigazione si è dovuto aspettare che l’uomo diventasse sedentario e ciò è avvenuto durante l’Età Neolitica, circa diecimila anni fa.
La cosiddetta rivoluzione agricola avvenne sulle rive dei grandi fiumi dell’Oriente, il Nilo in Egitto, il Tigrie l’Eufrate in Mesopotamia.
Gli uomini riuscirono a controllare le piene dei fiumi e a regolare il corso delle acque con un sistema di canali che le facevano defluire dalle paludi.
Quando l’agricoltura si diffuse, boschi, foreste e praterie furono sostituiti da campi e piantagioni coltivate. Ciò provocò una radicale trasformazione del paesaggio. Le tracce più importanti e le trasformazioni più profonde del paesaggio sono legate ad attività all’apparenza modeste: l’aratura della terra, lo scavo di canali, la costruzione di terrazze sulle pendici dei monti. Queste attività ripetute per secoli hanno modificato il paesaggio molto più che la costruzione di città o monumenti.
L’uomo primitivo non era più rispettoso della natura di quello attuale, ma temeva la natura stessa, a cui era soggetto. Fin dall’antichità l’uomo ha cercato di sfruttare la natura a proprio vantaggio, per scaldarsi e mangiare. Di questo sfruttamento si possono vedere le tracce nella foresta amazzonica dove ancora le tribù sfruttano fino in fondo una porzione di foresta (alberi, nidi di uccelli, formicai) e poi si spostano in un’altra zona.
Certo se la popolazione è scarsa le tracce lasciate dall’uomo sono modeste, mentre quelle lasciate da civiltà evolute sono certamente più durature. Le tecniche agricole possono migliorare la resa dei terreni ma se non usate con prudenza possono anche portare alla devastazione degli stessi terreni, come accadde in Mesopotamia dove l’irrigazione dei campi, usata per lungo tempo, determinò la salinizzazione dei terreni che diventarono aridi e ciò segnò la fine di quella civiltà.

Olisea Caddia








