IL LAGO DI VAGLI

Quest'itinerario ci porta nella provincia di Lucca, più precisamente in Garfagnana, dove ogni 10 anni riemerge il paese di Fabbrica di Careggine sommerso dalla Diga del Lago di Vagli nel 1953. L'ultima volta è riemerso nel 1994 e circa mezzo milione di persone l'hanno visitato nel giro di 6 mesi. Scopriamone la storia......

C’era
una volta un paese;  anzi, una volta
in questa vallata non c’era altro che una casa con un’officina costruita vicino
ad un torrente; nel silenzio si sentiva solo lo scorrere dell’acqua e il battere
del martello sull’incudine.

 

L’aveva
eretta un gruppo di fabbri bergamaschi che, come altri coloni lombardi e
piemontesi, erano sfollati dalle loro tende attorno al 1200 trapiantando, dove
potevano, l’arte di lavorare il ferro. Questi artigiani avevano trovato nella
vallata del fiume Edron, poco sotto
il paese di Careggine, un luogo
ideale dove stabilirsi e lavorare. Erano bravissimi e la loro tradizione
artigianale si è conservata per secoli, la casa-officina è stata affiancata da
altre case e intorno a questo lavoro è nato, piano piano, il paese di style="mso-bidi-font-weight: normal">Fabbrica di Careggine. Nel  corso della storia il luogo conobbe tempi
molto rosei: persino gli Este, che qui avevano pieni poteri, favorirono con
ordinanze straordinarie l’attività degli abitanti di Fabbrica. Il paese fu
interessato anche dalla costruzione della style="mso-bidi-font-weight: normal">Via Vandelli che, vera e propria
arteria dei commerci estensi, toccava i centri più importanti in un incredibile
tragitto che univa la pianura Padana a Massa e al mare.

La carta della zona
 

Sotto
queste nuove spinte economiche crebbe anche Vagli di Sotto, paese fondato
probabilmente dai Liguri-apuani e passato attraverso varie dominazioni, dai
Romani agli Este. Mentre a Fabbrica si lavorava il ferro, Vagli vantava una
grande tradizione per la lavorazione del marmo: la qualità dei marmi di Vagli
era reputata la migliore al mondo ma, a differenza dei loro colleghi di Carrara,
i cavatori di Vagli non avevano possibilità di trasportare facilmente il
materiale estratto, restando così eternamente penalizzati sul
mercato.

 

Le
cave furono chiuse negli ultimi anni dell’800, e gli abitanti tornarono ad
occuparsi di agricoltura e pastorizia; poi, con il ‘progresso’ , la
straordinaria natura geomorfologica della style="mso-bidi-font-weight: normal">Garfagnana offrì nuove possibilità di
occupazione.

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