I TERREMOTI

La maggior parte del territorio italiano è a forte rischio sismico, vediamone le cause e i motivi...

 
L’Italia è scossa da terremoti violenti con notevole frequenza. Terremoti catastrofici si sono verificati in Sicilia nel 1902, quando Messina fu rasa al suole e oltre 60.000 persone persero la vita, e nel 1968, quando la terra ha tremato nella Valle del Belice (252 morti, un migliaio di feriti, 50.000 senzatetto); nel 1976 è stato colpito il Friuli (965 morti, oltre 2000 feriti, 90.000 senzatetto) e nel 1980 è stata sconvolta l’Irpinia, sull’Appennino campano e lucano (4441 morti, oltre 50.000 feriti, 150.000 senzatetto).

I terremoti italiani sono causati dal progressivo avvicinamento tra la placca africana e la placca europea, che decine di milioni di anni fa ha dato luogo al sollevamento delle Alpi e degli Appennini. Questi lenti movimenti creano un progressivo accumulo di sforzi nella crosta terrestre, che all’improvviso possono scatenare terremoti di enorme violenza.


Purtroppo è difficile, se non impossibile, prevedere dove e quando avverrà la prossima catastrofe. Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, oltre a gran parte della Pianura Padana, non sono state colpite in epoca storica da terremoti di grande intensità. Ancora più difficilmente la terra tremerà in Sardegna, un piccolo blocco continentale isolato in mezzo al mare, o in Puglia, che si trova all’esterno della catena appenninica e non è ancora stata coinvolta nello scontro tra Africa ed Europa.

La fascia centrale dalla Liguria alle Marche, è colpita da terremoti frequenti , l’ultimo nel 1997, ma di intensità modesta o media. Un grave rischio in queste regioni è dovuto piuttosto al fatto che le scosse possono provocare frane nei materiali argillosi poco stabili che costituiscono gran parte di questo tratto appenninico. Il discorso è diverso per il Friuli, la Campania, la Calabria e la Sicilia, dove i terremoti in passato hanno provocato, come abbiamo visto, vittime e danni immani.

L’unico modo per limitare questi effetti così negativi è far rispettare severamente le norme che fissano le regole per la costruzione di case, ponti e strade . Lo dimostra il fatto che in altre aree sismiche della Terra, in cui queste norme sono osservate, i danni sono molto più contenuti: per esempio, nel 1992 a Los Angeles un terremoto ben più violento di quello dell’Irpinia ha causato una sola vittima e danni molto lievi.

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