L’Italia è terra di vulcani. I più attivi e conosciuti sono l’Etna e i vulcani delle Eolie, che di continuo eruttano lava e gas roventi dalle loro bocche. Ma anche il Vesuvio è un vulcano attivo, la cui ultima manifestazione risale al 1944.
Nell’area di Pozzuoli e sulle isole di Ischia e Procida, in Campania, i vulcani si acquietarono nella prima metà del Cinquecento. Anche i colli di Roma sono costituiti di materiale vulcanico, eruttano in tempi precedenti a quelli degli antichi Romani. Tutti i laghi del Lazio (Bolsena, Vico, Bracciano, Albano e Nemi) occupano il centro di antichi crateri.

In tempi ancora più lontani, a partire da circa 8 milioni fino a 200.000 anni fa, quando sulla Terra facevano la loro comparsa gli antenati dell’uomo, numerosi vulcani erano attivi in Toscana, prima sull’Isola d’Elba e poi sul Monte Amiata. Testimoni di questa antica attività sono i soffioni boraciferi di Larderello, il primo luogo al mondo in cui, agli inizi del Novecento, il calore della Terra venne sfruttato per produrre energia elettrica.
Lungo tutta la catena degli Appennini si verifica ancora una serie di fenomeni collegati all’antico vulcanismo, come i vulcanetti di fango e le salse, piccoli laghetti fangosi dove l’acqua ribolle, e le mofete, emissioni naturali di anidride carbonica dal terreno. In Italia sono molto numerose anche le sorgenti di acque termali, spesso utilizzate a scopo terapeutico.

Olisea Caddia








