Si definiscono come dissesti idrogeologici quei processi che vanno dalle erosioni contenute e lente alle forme più consistenti della degradazione superficiale e sotterranea dei versanti fino alle forme imponenti e gravi delle frane comprendendo anche fenomeni come alluvioni e valanghe.
Le cause del dissesto idrogeologico sono da ricercarsi nella fragilità del territorio, nella modificazione radicale degli equilibri idrogeologici lungo i corsi d’acqua e nella mancanza d’interventi manutentori da parte dell’uomo soprattutto nelle aree montane in abbandono dove non si esercitano più le tradizionali attività agricole e forestali.

In Italia il dissesto idrogeologico in parte è naturale, essendo il nostro paese ad alto rischio idrogeologico e in parte è il frutto avvelenato di decenni nei quali il territorio è stato maltrattato sistematicamente: un’emergenza sempre meno eccezionale e sempre più quotidiana.
In Italia sono ben 3.671 i Comuni a rischio idrogeologico, il 45% del totale. Le Regioni più colpite sono la Lombardia (687 comuni a rischio), il Piemonte (651), la Campania (291) e l’Abruzzo (208), mentre in Umbria, Basilicata, Molise, Liguria e Valle d’Aosta è a rischio oltre il 70% dei comuni. Solo negli ultimi 10 anni si sono verificati ben 12.993 eventi idrogeologici “problematici”, di cui sei catastrofici, e nell’ultimo trentennio frane e alluvioni hanno provocato oltre 3.500 vittime (più di 9 morti al mese) e almeno 50 miliardi di euro di danni.

Olisea Caddia









Aldo Cannavò
29 Dec 2009 - 00:25 - #1Il vero motivo che non permette a molti amministratori comunali di prendere provvedimenti per assestare i siti a rischio idrogeologico,è la povertà di risorse economiche.
Debbo informarVi al riguardo,che conosco un sistema brevettato che consente il riassetto di molti terreni a rischio, in modo semplice ed economico.
Sarò lieto di presentarlo a chiunque ne sia interessato.
Genova, 28.12.2009 Aldo Cannavò
frana
18 Nov 2010 - 10:35 - #2www.myspace.com/interruttoremc