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LE ALLUVIONI

Le alluvioni sono una calamità che interessa il territorio italiano in maniera ricorrente. Ciò dipende in parte dalla morfologia del territorio italiano, e in parte, dall'opera dell'uomo.

Un’alluvione si verifica quando le acque di un torrente o di un fiume in piena escono dall’alveo inondando i terreni circostanti. In Italia questo fenomeno si manifesta con particolare frequenza, provocando ogni anno vittime umane e ingenti danni economici (colture agricole devastate, edifici e infrastrutture distrutti). Negli ultimi cinquant’anni, in Italia, si sono avute quasi 300 alluvioni gravi; le regioni più colpite sono state il Piemonte e la Toscana, seguite da Veneto, Liguria ed Emilia Romagna.

Abbiamo preso in considerazione uno studio che ci mostra le statistiche sul dissesto idrogeologico del territorio italiano e abbiamo i dati relativi anche alle province italiane più soggette agli alluvioni.

Alluvione a Pordenone
I dati dello studio mostrano che la superficie del territorio italiano a potenziale rischio idrogeologico è pari a 21.504 chilometri quadrati, di cui 13.760 per frane e 7.744 per alluvioni: il 7,1% della superficie nazionale. Sono 5.553 i comuni interessati, pari al 68,8%, mentre le regioni con la maggiore presenza di aree a rischio potenziale sono la Valle d’Aosta (660,2 chilometri quadrati, 20,2% del territorio regionale), la Campania (2.253,1 chilometri quadrati, 16,5%), l’Emilia-Romagna (3.217, 2 chilometri quadrati, 14,5%) e il Molise (615,7 chilometri quadrati, 13,8%).
Le province messe peggio, sempre in rapporto alla superficie totale sono Lucca (31%), Parma (26%), Piacenza (26%), Caserta (24%), Aosta (20%).
La provincia con la presenza di aree a più alto rischio potenziale di frana è quella di Lucca (23%). Quella con la presenza di aree a più alto rischio potenziale di alluvione è Livorno (19,3%).

Il problema delle inondazioni è strettamente legato allo stato dei suoli e alla loro capacità di trattenere e regolare il flusso delle acque piovane. Questa capacità, a sua volta, dipende in buona parte dalla presenza o meno di una copertura boschiva sul territorio: le chiome e le radici degli alberi intercettano infatti notevoli quantità d’acqua, sottraendole al deflusso superficiale.

Un ruolo importante ha anche la gestione dei corsi d’acqua: la restrizione delle aree di espansione delle acque e la cementificazione degli alvei hanno provocato infatti l’aumento della rapidità e dell’impetuosità delle acque, soprattutto nei periodi di piena.

Per prevenire le inondazioni è quindi necessario favorire il rimboschimento lungo i corsi d’acqua e attuare interventi di sistemazione idraulica (costruzioni di argini, impianti di canalizzazione, pulizia degli alvei) che non alterino il naturale equilibrio dei fiumi.