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LA RISORSA ACQUA - 3

Le carenze italiane sulla distribuzione dell'acqua.......

Tutto questo ha determinato una diminuzione della quantità d’acqua disponibile: si stima che quasi il 45% della popolazione italiana sia rifornita di acqua potabile in maniera saltuaria e insufficiente. Le situazioni peggiori si hanno nelle regioni meridionali e insulari dove le precipitazioni e le risorse idriche sotterranee sono più scarse. In diverse località della Campania, della Calabria, della Sicilia, ma anche della Liguria accade di frequente che l’erogazione venga razionata o addirittura sospesa per alcuni giorni.

Le carenze nell’approvvigionamento idrico non dipendono, tuttavia, solo da cause naturali. Esse sono anche una conseguenza della cattiva gestione degli acquedotti, finora divisa fra una moltitudine di enti (oltre 6000) poco coordinati fra loro.

A questo proposito, un importante passo avanti è stato fatto, nel 1994, con l’approvazione della Legge Galli. Essa prevede la suddivisione del territorio italiano in grandi bacini di utenza (comprendenti almeno 500.000 abitanti) in cui i servizi idrici (acquedotti, fognature, impianti di depurazione) vengano gestiti e coordinati da non più di un centinaio di enti o imprese private. Un altro importante principio stabilito da questa legge è che “tutte le acque, sia superficiali, sia sotterranee, sono pubbliche”; riguardo all’uso, la priorità è data al consumo umano e, immediatamente dopo, agli usi agricoli.