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IL RISCHIO TECNOLOGICO

In Italia esiste questo rischio, che è legato all'industrializzazione e alla produzione di energia.

Il rischio “tecnologico”, legato cioè alla possibilità di guasti o errori di gestione negli impianti produttivi, è molto elevato in Italia, in particolare nelle aree più industrializzate. L’opinione pubblica è rimasta molto colpita, in passato, dal gravissimo incidente che si è verificato nel 1976 alla Icmesa, una fabbrica chimica di Severo, in Lombardia, dove una fuga di diossina (un gas altamente tossico) contaminò un’ampia zona circostante, con seri danni alla popolazione e alle attività produttive di una vasta area.

In realtà gli incidenti provocati da guasti o errori tecnologici – nelle fabbriche, nei cantieri, nelle centrali elettriche e nelle grandi infrastrutture per la raffinazione e il trasporto del petrolio – sono stati e continuano a essere numerosi.

In Italia il Ministero dell’Ambiente ha individuato in Italia diverse aree a elevata concentrazione industriale nelle quali esiste un rilevante rischio di incidenti, esplosioni e rilasci di sostanze tossiche, con possibilità di morti e feriti fra la popolazione. Queste aree sono diffuse su tutto il territorio nazionale, comunque la maggior parte è concentrata al Nord, dove sono segnalate Volpiano (TO), Rho (MI), Trecate (NO), Mantova, Porto Marghera (VE), Genova, Ferrara e Ravenna. Al centro abbiamo Livorno, Falconara (AN), Roma Malagrotta. Al Sud e Isole, Napoli, Taranto, Brindisi, Porto Torres (SS), Cagliari, Gela (CL) e Priolo (SR).