
Dal sito MotorBox.com
“COM’È
Prendete un Tmax, uniteci un pizzico di Versity, miscelate con sapeinza del nero e aggiungete un paio di elementi tipicamente Yamaha. Agitate per bene et voilà, ecco pronto lo scooter che non c’era. Classe 250, nome Xmax, obbiettivo: divertimento di guida anche nel commuting urbano. Devo dire che in Yamaha sono stati bravi, stavolta, l’Xmax non se lo aspettava proprio nessuno, e anche quando in redazione è arrivato l’invito per la presentazione stampa, sono volate le scommesse su come potesse essere.

MAX O NON MAX?
Un piccolo Tmax? Ovviamente il nome porterebbe a pensare così e non ci andiamo troppo lontano, anche se, in realtà, l’Xmax è qualcosa di differente. Yamaha ne sforna un altro dei suoi dunque, uno scooter che non sostitiusce il Majesty ma che, anzi, gli dà manforte nel segmento piuttosto affollato dei duemmezzo automatici. Non lo sostituisce perché sostanzialmente è uno scooter diverso, e non ci vuole molto per capirlo. Bollati i maxi tradizionali come “un classico che ci sarà sempre ma che ormai ha dato quel che doveva dare”, Yamaha sposta l’attenzione verso un mezzo in grado di stuzzicare maggiormente le voglie pruriginose di chi si sposta a due ruote, moto o scooter che sia. Ecco il perché del ripetersi quasi ossessivo del termine “divertimento” durante la presentazione stampa; l’Xmax vuole essere uno scooter in cui la praticità non va a scapito di una guida agile, brillante e attiva…”
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Luigi Perillo









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