Yamaha TMax, come renderlo unico

Tantissimi esemplari venduti, tanti proprietari appassionati che vorrebbero lavorarci, elaborarlo, renderlo più veloce e bello. Ma quali sono i risultati che, ragionevolmente, si possono ottenere?

 Dal sito Motociclismo.it
 
“Tantissimi esemplari venduti, tanti proprietari appassionati che vorrebbero lavorarci, elaborarlo, renderlo più veloce e bello. Ma quali sono i risultati che, ragionevolmente, si possono ottenere? Nelle pagine seguenti trovate la rassegna di tutto quello che si può trovare in giro. Ma di miracoli, per ora, non se ne parla. Noi ne abbiamo provato uno messo a punto dalla MotoUp di Milano. E’ risultato molto più veloce e pronto nello spunto, mentre la potenza è più o meno la stessa. E a che prezzo… 159 euro a km/h.
 
Questo TMax monta il meglio che offre il mercato. E in più un air-box per migliorare la respirazione del motore. Prestazioni migliorate, come vedremo, e anche di molto. Ma la potenza è sempre quella. Perché, alla fine, se non si aumenta la cilindrata bisogna cercare di migliorare ciò che è già ottimo. E andare su con i cc è un’impresa che può rivelarsi costosissima e pericolosa per la salute del motore.
 
Una boccata d’aria
Il TMax di serie respira dalla zona dietro la strumentazione: lì si trova la cassa filtro, in zona assolutamente calma. Spostando la presa d’aria sul cupolino, collegata a una scatola filtro ridisegnata, si tenta di migliorare e incrementare il flusso d’aria che arriva ai cilindri, per migliorare la combustione. Centralina con mappatura rivista, scarico più aperto e variatore più rapido completano gli interventi per incrementare la capacità di respirazione del motore, mentre il plexiglass abbassato migliora senz’altro l’aerodinamica. Il TMax così modificato ha fatto segnare un netto incremento di prestazioni: 173,2 km/h di velocità massima (contro 163,4 di quello di serie) e soprattutto 14,5 sec in accelerazione sui 400 metri (15,4) e 12,8 in ripresa da 50 km/h (13,5 il dato di quello di serie, provato su Motociclismo 2/2004).”
 
Per sapene di più, vi basterà cliccare il link successivo. Ciao, Luigi

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