
Da “Motori Blog” del sito Repubblica.it
“Hanno setacciato passo passo oltre 2.700 km delle strade italiane (quelle indicate dal ministero dei Trasporti come le più pericolose d’Italia e quelle più a rischio dal rapporto Aci dell’agosto 2007) per verificare il livello di sicurezza. Questo il succo della nuova inchiesta di Altroconsumo che a distanza di cinque anni dalla prima indagine è tornata ad occuparsi della sicurezza delle nostre strade e autostrade per cercare di capire se e quali modifiche ci sono state nel
frattempo per migliorare la tutela di chi guida le quattro e le dueruote.
Il risultato, purtroppo, è sconcertante, e siamo in grado di anticiparlo in queste pagine: problemi di continuità del tracciato stradale, presenza di barriere e ostacoli, geometria rischiosa di svincoli, intersezioni sbagliate, scorrettezza della segnaletica, scarso livello di visibilità e illuminazione, pericolosi interventi di manutenzione e ingombrante presenza di cantieri.
“Ne emerge un quadro variegato - spiegano ad Altroconsumo - perché alla fine alcune tratte hanno sicuramente fatto passi in avanti per quanto riguarda la sicurezza, mentre altre sono rimaste lacunose, se non addirittura hanno peggiorato la qualità delle infrastrutture”.
La situazione delle strade insomma ha il suo peso in fatto di sicurezza e non è un caso che nel 2006 abbiamo avuto 238 mila incidenti stradali che hanno causato 5.700 morti e 333 mila feriti. Il che significa che con una media annua di 95 vittime della strada per ogni milione di abitanti, l’Italia registra un tasso doppio rispetto ad altri Paesi europei come il Regno Unito, i Paesi Bassi e la Svezia, che si fermano a 50 decessi per milione di abitanti…”
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Luigi Perillo








