Il governo cinese, ma certamente anche molte case che producono scooter, sono responsabili di una situazione occupazionale che senza tema di smentita sicuramente è molto simile allo schiavismo. Come altro definirla se è vero, come e vero, che alcuni operai arrivano a lavorare 14 ore al giorno per 6 giorni settimanali.
Ma anche la comunità internazionale ha le sue responbabilità dato che cerca manodopera a basso costo. Per restare nell’ambiente delle due ruote, la paga oraria alla Piaggio-Zongshen di Foshan mediamente arriva a 30 e 40 centesimi di euro.
E naturalmente non si preoccupano della situazione dei lavoratori.
Di questo e altro si parla nel sito Sbilanciamoci.info. Di seguito la parte introduttiva dell’articolo:
“La Cina non è più solo la fabbrica del mondo, ma si appresta a diventare il maggior mercato oltre che il primo centro finanziario del pianeta. E’ quanto ha detto Roberto Colaninno, presidente e amministratore delegato della Piaggio, in un’intervista pubblicata su “Affari & Finanza” di Repubblica.
Colaninno ha spiegato che, mentre in Europa si vendono in un anno 1,7 milioni tra moto e scooter, solo in Vietnam ne vengono venduti 3 milioni, 8,4 in India e in Cina, addirittura 17 milioni. La dimensione e le prospettive di crescita, nel sud-est asiatico (20% annuo) del mercato dei veicoli a due ruote e veicoli commerciali leggeri (a tre e quattro ruote), sono alla base della scelta strategica di Piaggio d’investire in questi paesi…”
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Luigi Perillo








