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Libro del mese: "La cena di Henry" di Carlo Trotta

Un libro che può piacere, ma anche no. Certo non lascia indifferenti. Carlo Trotta fa riflettere, mescolando realtà e finzione in un contenitore esilarante e paradossale al tempo stsso. Da leggere e votare su Di Salvo Editore.

COPERTINA:  G.Cisilotto

ISBN: 88-89000-13-9

EDITORE: Di Salvo

PREZZO: € 10

ordinabile da Di Salvo editore o nelle migliori librerie, portando tutti i dati.

 

Dalla recensione di O. G. Semino:

La cena di Henry è un libro molto particolare, in alcuni punti può essere molto forte in altri molto ingenuo, sfiora il pornografico in alcune pagine e sfodera delle poesie di rara dolcezza in alcune altre. L’autore gioca con personaggi e possibilità letterarie mescolando fra loro i caratteri più diversi come stili e come tematiche. Poesia, cronaca, teatro, racconto surrealista fanno da perfetta cornice a personaggi storici come Adolf Hitler, a capotavola nella cena finale,  personaggi letterari, come Kilgore Trout o Virgilio, personaggi inventati appositamente per questo testo, come Gina piccolina, Loredana la puttana, Pino il lavandino, personaggi quasi fissi nella scrittura del Trotta come Jimmy il pazzo o Poe il cane parlante.

Il libro sviluppa coerentemente due temi fondamentali:  l’impossibilità di una reale comunicazione e l’autodeterminazione dell’essere, “io penso, dunque sono”.

Nell’affrontare questi due temi ci troviamo di fronte ai classici dilemmi della vita, i rapporti interpersonali, il rapporto con dio, quello che dovremmo aver imparato dall’arte, ma che ci scordiamo pochi minuti dopo averlo appreso, il tutto attraverso ipotesi assurde quanto geniali, come Hitler che commenta il Guernica di Picasso (“questo poi è proprio una pazzia…”) il cane parlante che sbrana gli altri animali a cena “sentendosi di un razza assai fortunata”, l’infarto del prete colto da un falso dio a masturbarsi nella sua stanza buia, il silenzioso rispetto di Kilgore Trout che scrive i suoi racconti ispirandosi all’assurdità della scena oppure il banditore di “puntini puntini” così gogoliano.

È un libro che difficilmente può lasciare indifferenti, può piacere o non piacere, ma stimola riflessioni in ogni sua pagina. La copertina disegnata da Gabriele Cisilotto rende con feroce realismo la scena finale, con Poe in braccio ad Hitler protesa in avanti in attesa di mangiare, Kilgore intento a scrivere, Bukowsky che si guarda attorno e Jimmy il pazzo che passeggia fumando attorno alla tavola, intento nei suoi assurdi monologhi.

Il protagonista ci parla in prima persona, è stato creato appositamente per scrivere questo libro e man mano che viene a conoscenza della sua missione aumenta lo stimolo alla ribellione, stimolo minato però fino all’ultimo da un umanissima indecisione.  Il suo nome è Enrico, ma, forse in omaggio a  “zio Buk”, lo trasforma quasi subito in Henry. Dopo un inizio stentante, fortemente introduttivo ma fondamentale per l’economia del romanzo (se così si può chiamare questo testo) ci troviamo catapultati nel mondo di Henry, in questo “quartiere che non esiste in nessuna città, o forse c’è in tutte” e ci lasciamo piacevolmente rapire da questi personaggi di carta che prendono vita davanti ai nostri occhi, grazie ai nostri occhi.

 

“La cena di Henry” è iscritto al “Premio Internazionale Nuova Letteratura“, le categorie sono tre, premio della critica, copie vendute e voti online. Per le ultime due conto sul vostro aiuto, per i libri venduti contano quelli venduti entro fine Settembre, quindi se siete intenzionati fatelo entro questi termini se ci riuscite, idem, per il voto online, che potete darmi, uno a testa, compilando un form su www.disalvoeditore.it.

Per quanto riguarda il libri venduti contano ai fini della classifica più le copie vendute direttamente dall’editore (ordinandole online e ricevendole per posta) di quelle ordinate in libreria.

 

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