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"L'urlo del destino" anche su Paroledisicilia

Da Paroledisicilia.it una nuova recensione (a cura del direttore Mauro Mirci) del mio romanzo

E’ una breve odissea adolescenziale quella di Andrea Siloce, il protagonista del romanzo di esordio di Matteo Pegoraro. In una Ancona tratteggiata a grandi linee, Andrea vive un amore di un solo un giorno per Giulia, sua coetanea e fidanzata di Marco, sanguigno personaggio che a tratti veste i panni dell’antagonista. Il vero antagonista di Andrea è però il padre Massimo, affermato avvocato milanese, incapace di instaurare col figlio qualsiasi relazione che non sia meramente formale. Con un’azione che si svolge a cavallo tra la Campania e le Marche, assisteremo alla discesa  di Andrea nel baratro della sua sconfitta, e ascolteremo il vuoto urlo del destino che rappresenta l’impossibilità di allontanarsi dal sentiero sul quale la vita lo ha indirizzato.

Su tutto predomina il pessimismo del protagonista, incapace di emendarsi dai vecchi errori, quasi costretto per indole a commetterne continuamente di nuovi. La figura di Andrea rappresenta sicuramente l’elemento caratterizzante del romanzo. Personaggio che vive all’insegna del ripensamento e della contraddizione, è forse specchio adeguato del nuovo mondo giovanile. Un mondo in chiaroscuro di cui lo stile dell’autore rivela stridori e contrasti, un mondo in bilico tra il grigio misunderstanding del vivere quotidiano e la luminosa bugia della fiction televisiva.  C’è molto in questo romanzo. L’aspirazione al consolidamento di una famiglia che, viceversa, sembra sempre più votata alla frantumazione; la ricerca dell’amore adolescenziale, quell’inarrivabile amore di purezza cristallina eppure venato di calda sensualità che ognuno ha sognato; l’autocompiacimento nella sofferenza; l’autoassoluzione indulgente; l’estraniazione da se stessi; la manifestazione delle insicurezze giovanili,  

Pegoraro affronta la scrittura come un’attività liberatoria e riversa nelle sue pagine le paure e le aspirazioni di una generazione senza più riferimenti famigliari e culturali. Un libro che va inteso come primo passo verso la ricerca di una forma d’arte più personale e consapevole, più attenta alla elaborazione di meccanismi narrativi più convincenti e alla maturazione di esperienze personali capaci di segnare stile e nerbo del racconto. (m.m.)