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Sul quotidiano "Il Gazzettino": A DICIOTTO ANNI IN LIBRERIA

Articolo comparso su "Il Gazzettino" del 20 agosto 2004 a cura di C. Bertoncin

Dal quotidiano “Il Gazzettino” del 20/08/2004

“A DICIOTTO ANNI IN LIBRERIA”

Un protagonista diciassettenne, «che ricorda l’incrocio tra un Bruce Willis fuori forma e un giovane Holden cresciuto e fuori dal tempo», come azzarda l’autore. Calato dentro «una storia dove prende corpo un vortice di emozioni e sentimenti autentici, profondi, ineguagliabili». «Dove si materializzano - spiega ancora il giovanissimo autore del romanzo dal titolo “L’urlo del destino” - i sogni, le paure, le singole palpitazioni del cuore di un giovane che sperimenta i primi amori, le prime amicizie sincere, i primi tradimenti».

Creatore di quello che si annuncia come uno degli eventi editoriali più intriganti dell’anno nel panorama delle opere di autori veneti emergenti è il diciottenne di Stanghella Matteo Pegoraro, studente di liceo, ma già impegnato in una rubrica dedicata in internet interamente agli Scrittori Emergenti, (all’indirizzo http://guide.supereva.it/scrittori_emergenti).

Il libro è incentrato sulla figura di un diciassettenne, Andrea, rinchiuso in un riformatorio dell’Umbria. Un ragazzo pacato, normale, un adolescente come tanti, ingenuo quanto inesperto, privo di certezze assolute, attanagliato dai problemi che una giovinezza trascurata e una famiglia inesistente gli procurano di giorno in giorno. Andrea scrive di nascosto su un diario, cercando una via di fuga dalla dura realtà quotidiana del penitenziario, dove le violenze e i soprusi sono storia quotidiana. Tra le pagine del suo diario si riannodano i fili di un’esistenza breve, ma già segnata da tappe incancellabili: una storia d’amore impossibile ma irrinunciabile, un’amicizia controversa e ricca di colpi di scena con un ragazzo omosessuale, l’odio per un padre mai presente.

Il romanzo, venduto on line sul sito www.delosstore.it, in questi giorni sta facendo la sua comparsa anche sugli scaffali delle librerie padovane. «Parlando di storie di ragazzi, credo che in Italia si sia stanchi di leggere sempre le solite cose, per lo più raccontate nello stesso modo - osserva Matteo - Parlare di droga, sesso, fumo e rock’n roll credo sia sorpassato. Gli anni ’70 sono finiti, è finita anche l’era dei giovani che vivono tra rivoluzioni studentesche, feste dove i protagonisti sono l’alcol, l’ecstasy e il sesso clandestino. Molti esordienti, ma non solo loro, tendono a riscrivere romanzi già visti, dove non c’è una storia ma solo il quotidiano vagare tra ciò che non è proprio degli adulti. Dando un’immagine dei giovani che non è quella reale.”