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"La casa dell'ospite" di Barbara Giambartolomei

Un viaggio verso la conoscenza di sé; un recupero della memoria e della storia che s'intreccia con la Storia; lo splendido sfondo di una villa in stile eclettico sulle colline fiorentine

Pagine: 419
ISBN: 88-8356-868-0
Prezzo: € 19,00
Disponibilità: www.internetbookshop.it oppure http://club.it/autori/libri/barbara.giambartolomei/indice-i.html

Dall’introduzione dell’autrice:

La Casa dell’Ospite è una splendida villa in stile eclettico sulle colline fiorentine dove Terry Pennington ha passato i pochi anni della sua infanzia vissuti in Italia, un soggiorno fatato interrotto dalla guerra e dai bombardamenti, e in questa casa sua madre Sarah Ann Pennington ha lasciato forse il quadro più bello della sua vita, “Panorama con ritratto di giovane”, di cui però, dalla fine dal ’45, non si sa più nulla. Terry accetta di ritrovarlo per completare un museo dedicato alla memoria di lei, e torna a Firenze, trovandosi preso fra un amour fou per una donna misteriosa e passionale, Gaia, e il ritrovamento scioccante di suo padre, accusato di aver collaborato con i nazisti e di aver fatto deportare e uccidere il suo migliore amico, che vive una vita appartata e centrifuga.

E’ una scoperta in parte di se stesso, delle sue radici italiane, e un susseguirsi di eventi che culminanano nella famosa alluvione del 4 novembre 1966; eventi che lo porteranno a ritrovare Fabrizio Dell’Acqua, suo padre, e il famoso quadro, ma a perdere quelle poche certezze che aveva.

Terry stesso narra la storia a vent’anni di distanza dai fatti, quando, una mattina di novembre del 1996, scopre che suo padre è morto due volte.

 

La Casa dell’Ospite, scritto con uno stile serrato, è un viaggio verso la conoscenza di se stesso per Terry, ma nello stesso tempo un recupero della memoria e della storia che s’intreccia con la Storia, in un breve periodo di tempo in cui tutto succede. E’ anche la memoria ferita di una città che appare, nella sua bellezza, fragile e forte e, nello stesso tempo, colpita a morte eppure ancora in grado di sopravvivere, e infine certamente di vivere.

Le ferite di Firenze, patria biografica, ma in un certo modo anche dell’anima di Terry - prima i bombardamenti tedeschi, poi l’alluvione del 1966, e infine l’attentato di via dei Georgofili - sono un motivo per riflettere sulla bellezza e sull’epoca moderna, come un momento in cui questa sembra sopravvivere a se stessa, priva di significato.

Sullo sfondo si muovono altre figure il cui cammino s’interseca e si scontra con quello di Terry; prima tra utti la figura tragica e presente, malgrado la fine prematura, di Leonardo, scomparso all’indomani dei rastrellamenti nazisti, di Fabrizio Dell’Acqua, padre di Terry, custode irriverente e apparentemente smemorato di quei giorni difficili, e di altri che porteranno il giovane protagonista a rileggere se stesso e il suo rapporto con i genitori alla luce di queste nuove scoperte, ma anche a chiudere per sempre una storia dolorosa.

 

Barbara Giambartolomei è nata a Roma nel 1966. Inizia a scrivere al liceo appassionata di Fan-fiction  (quel genere che usa i personaggi veri o inventati presi dal cinema, dalla televisione, dai libri, per scriverne nuove avventure), ma all’università si rende conto che il gioco si fa serio.

Abbandonato il genere, si dà alla poesia, che però, conclusa l’esperienza di studi, rimane sempre più in ombra.

L’idea del romanzo l’ha sempre accarezzata, ma solo dopo il 1998, dopo un periodo di forzata inattività, quando decide di dedicarvisi un po’ di più. Nel 2001 nasce così La Casa dell’Ospite, ma la decisione di pubblicarlo è del 2004.

Non ha al suo attivo nessun altro tipo di pubblicazione, fatta eccezione per una tesi di laurea in Storia dell’Arte Greco-Romana su Giuliano L’Apostata.

Ha scritto due cicli di poesie: In exitu, dedicato alla morte del poeta Percy Bysshe Shelley, e Mutabilità, che s’ispira alle Dionisiache di Nonno Panopolitano e alla poesia beat americana degli anni ‘60.

In prosa, al suo attivo (tutto rigorosamente inedito): una serie di racconti a sfondo storico, Di ciò che è stato, una sorta di autobiografia fantastica della corte adrianea, Mael Isu, disegno celtico di ispirazione pasquale, e molti altri, più un romanzo, Downtempo, ambientato a Londra fra il blitz del 1940 e il 2000.

Attualmente lavora come librarian assistant presso il Centro Pro Unione di Roma, dopo aver maturato un’esperienza decennale come bibliotecaria e catalogatrice in varie istituzioni private.

Ama i viaggi, soprattutto in Europa, la musica, il cinema e l’arte in generale.

Commenti dei lettori

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  • Gianni

    31 Jan 2009 - 20:05 - #1
    0 punti
    Up Down

    Non ho capito niente.
    Oggigiorno la chiarezza e la linearità sono qualità sconosciute per chi vuole far successo a tutti i cisti.