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Claudia Catalli: l’anti-Melissa P. è noir e filosofia

Alla libreria Note Book – Auditorium, alle ore 18:30 presentazione di “Metamorfosi” di Claudia Catalli. Interverranno: lo scrittore Maurizio Testa (direttore de “Il Falcone Maltese”), la prof.ssa Fiorella Bassan (docente di Filosofia de “La Sapienza”) e l’autrice.


Claudia Catalli
: anche lei venti anni, anche lei scrittrice proprio come Melissa P. Con una sola grande differenza: Claudia Catalli si cimenta con i maestri più grandi della letteratura di tutti i tempi nel suo noir d’esordio “Metamorfosi” (Edizioni Il filo) che indaga l’enigma dell’esistenza e l’alterità che vive in ognuno di noi. Dopo il successo della presentazione ufficiale presieduta dal Sindaco di Roma Walter Veltroni, curatore anche della prefazione del libro, che ha posto l’accento sulla “bellezza del romanzo e sulla grande maturità nello stile, nel contenuto, nella scelta di prescindere dall’autobiografismo facile di tipo giovanile”, il 4 aprile 2006 alle ore 18.30 il libro verrà presentato presso la libreria Note Book – Auditorium Parco della Musica (Via Pietro de Coubertin, 30) dove interverranno, insieme all’autrice, la prof.ssa Fiorella Bassan docente di Ermeneutica Artistica presso la Facoltà di Filosofia de “La Sapienza” di Roma, lo scrittore Maurizio Testa, direttore de il “Falcone Maltese” e Sabrina Pisu per le Edizioni Il Filo. Seguirà un reading dell’attrice Angela Presepi (Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico).


Metamorfosi
si apre sulla soglia di un bar quando una figura di donna appare improvvisa squarciando il fascio di luce di un afoso pomeriggio d’agosto. È Jean che torna dopo venti anni nel bar di Frankie, dove per caso incontra Jack. Jack e il passato. Un passato che come un’ombra avvolge tutti i personaggi di questa storia, ognuno maledettamente intrappolato nella “cospirazione del silenzio”, nella tacita condivisione dell’ennesimo segreto consumato e rinchiuso nello squallido spazio di un bar di periferia, il bar dei “miserabili”, di quelli che sgretolano la loro esistenza sui banconi consumati e rigati di tempo e di whisky, convinti che prima o poi sia veramente possibile dimenticare. Dimenticare ciò che sono stati e ciò che saranno, quel destino comune che li unisce nell’inquietudine di essere sempre se stessi e qualcun altro, in una metamorfosi continua e fatale. O forse, dopo tutto, essi sono soltanto sospesi in quell’enigma che è l’esistenza che nessuno di loro riesce a comprendere. Claudia Catalli mette in scena, con una fine capacità narrativa che si nutre di uno stile conciso e accurato, un intreccio suggestivo e avvincente in cui i personaggi si divincolano e rincorrono l’un l’altro muovendo dallo stesso punto d’origine che, brucia, fatalmente, quando si svela essere anche il punto d’arrivo e di ritorno.