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Scuola e devolution

Patti chiari, amicizia lunga...

Riporto un articolo pubblicato da Repubblica il 7 luglio in cui si fa il punto sulla situazione delle riforme che andranno ad essere discusse nei prossimi giorni.

Mi sembra necessario che tra gli insegnanti circoli informazione su queste nuove proposte e che tutti riescano a farsi un’opinione su quello che potrebbe succedere anche alla scuola.

Scuola, sanità e sicurezza

ecco la devolution di Bossi

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ROMA - Cinque articoli: quattro per modificare altrettanti articoli della Costituzione, uno con la norma transitoria che fissa a sei mesi il termine per l’elezione di una nuova Corte costituzionale “federalista”, decapitando quella attuale che il Senatùr ha definito “troppo di sinistra”.

Ma fin dalla prima discussione in Consiglio dei ministri gli alleati chiederanno a Umberto Bossi di cassare questo punto.

Arrivata appena giovedì sul tavolo dei leader della maggioranza e dei ministri del governo Berlusconi, la devolution come la vuole il Senatùr è già l’oggetto di un corpo a corpo tra il centrodestra e l’opposizione, intrecciata com’è alla scelta della data del referendum confermativo sulla riforma varata nella scorsa legislatura dal centrosinistra (”Se lo vogliono si farà ad ottobre” ha detto ieri sera Bossi durante un comizio a Varese dando quasi un ultimatum sui tempi per le “sue” riforme).

Ma è rissa anche nella maggioranza, al di là dei toni soft di una relazione in cui Bossi in persona non lascia spazio alla cosiddetta “maturità padana”, e nemmeno a compiti per la polizia locale che vadano oltre la prevenzione della piccola criminalità.

Lo stop imposto al Carroccio, che sulle prime avrebbe voluto portare il testo messo a punto da Bossi al Consiglio
dei ministri di giovedì scorso, è solo l’anticipo di un rinvio più corposo. E tutto politicamente motivato, al di là dell’affollamento di provvedimenti economici che il Cavaliere ha fretta di varare prima dell’estate.

La tesi di Enrico La Loggia - la proposta Bossi «non è organica», sostiene il ministro per gli Affari regionali - è radicalmente contraddetta dall’evidenza che è un vero e proprio articolato, ciò che il Senatùr ha trasmesso agli alleati. La realtà è che il Polo al completo vuole vederci chiaro, e soprattutto coinvolgere nella discussione tutti i presidenti di Regione, compresi quelli che come Francesco Storace e Chiaravalloti storcono il naso all’idea di una devolution “a due velocità” mutuata dal modello spagnolo, che consentirebbe a chi vuole, sottinteso il Nord, di fissare subito la propria competenza esclusiva su scuola, sanità e polizia locale, lasciando agli altri sottinteso, il Sud la possibilità di delega allo Stato.

Al vertice di mercoledì sera con Berlusconi e Fini, Bossi ha sostanzialmente accettato l’idea che il confronto parlamentare sul suo progetto slitti ad autunno inoltrato, dopo cioè la celebrazione del referendum su quello che il Senatùr chiama «il falso federalismo di Amato e D’Alema».

Dopo aver invano insistito per un rinvio sine die della consultazione popolare, il leader della Lega si è convinto che abbia ragione il Cavaliere, convinto a questo punto che «se si deve fare ha detto prima si fa e meglio è».
Ma la disponibilità da incassare nella sostanza solo il contentino della presentazione del suo testo al Consiglio dei ministri potrebbe saltare di fronte al muro opposto dagli alleati (e - raccontano - anche dal Quirinale) all’idea di azzerare da subito la Consulta «dominata dalla sinistra».

E sempre che Carlo Azeglio Ciampi non abbia da obiettare anche all’idea di estendere il diritto dei parlamentari (ma per Bossi anche dei consiglieri regionali) di non venir perseguiti per le loro opinioni «comunque espresse», e quindi anche in comizi e interviste.

E ieri sera Bossi, davanti ai militanti della Lega per un comizio a Varese, ha voluto dare rassicurazioni.

«Il patto tra me, Fini e Berlusconi ha scandito devolution. E devolution sarà». Tranquillo anche sui tempi della sua riforma: «Non sarà all’ordine del giorno del consiglio dei ministri di mercoledì prossimo. Andrà a quello della settimana successiva».

(s.marr.)

Nei link trovate gli approfondimenti per saperne di più…

Buona lettura

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