Scuola dei progetti: una definizione (diffusasi in questi ultimi due anni) per caratterizzare un modo di fare scuola basato sulla progettualità, favorita e “incoraggiata” dall’autonomia dei singoli istituti.
Ma che cosa intendiamo per “PROGETTO”?
Guardandosi attorno, leggendo i Piani dell’Offerta Formativa (P.O.F.), vagando nei siti Internet delle scuole, si ha l’impressione che il termine “PROGETTO” sia usato, perlomeno, in due accezioni piuttosto diverse fra di loro.
(1) - PROGETTO come progettazione di interventi educativi e didattici di largo respiro, che coinvolgono un intero istituto e, talvolta, più anni scolastici
(2) - PROGETTO come programmazione didattica di un intervento o di un’iniziativa singola, limitata a breve tempo (e, spesso, ad una sola classe)
E’ evidente che la seconda accezione è piuttosto limitante: se chiamiamo “progetto” anche l’organizzazione di uno spettacolo teatrale, di un corso di nuoto o di una mostra scolastica…allora possiamo dire che “tutto”, nella scuola, sia un “progetto”, perché tutto è pensato, finalizzato, programmato.
Un progetto si deve caratterizzare per finalità nuove, diverse, innovative, deve sperimentare modalità di lavoro e percorsi didattici non usuali, per raggiungere obiettivi formativi che si giudicano rilevanti e per affrontare situazioni educative emergenti.
Favorire l’integrazione degli alunni stranieri, affrontare il problema del razzismo, diffondere la conoscenza e l’uso di una lingua straniera, potenziare le competenze e la fruizione musicale, educare alla sessualità, diffondere le conoscenze informatiche e l’utilizzo della multimedialità…, questi possono essere esempi di finalità che richiedono una progettazione mirata e di ampio respiro.
Ma non possiamo chiamare progetti anche i “normali” interventi didattici: una festa di fine anno è una bellissima cosa, che attiva tutte le classi, prevede momenti organizzativi ed operativi, ma non chiamiamola “progetto”!
Altrimenti si perde il senso dei termini che usiamo. La progettualità è insita in ogni scelta educativa e formativa, anche nella singola “unità didattica” che, pur minima che sia, è sempre sorretta da un curricolo, cioè da un “progetto di sviluppo”. Essa, cioè, è all’interno di un progetto, ne costituisce un passaggio, ma “non è un progetto”.
Nella seconda parte vedremo quali possono essere gli elementi e gli aspetti che caratterizzano un “PROGETTO” scolastico.
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Luigi Perillo








