La NON-RELIGIONE a scuola

A.A. = Attività Alternativa all'I.R.C.

Spesso si parla dell’ I.R.C. (insegnamento della religione cattolica), ma poco si parla dell’ A.A. (attività alternativa, per chi non è iscritto all’IRC).
Come tutti sanno, gli alunni della scuola pubblica italiana hanno la possibilità di aderire all’insegnamento della religione cattolica, o di frequentare un’attività didattica alternativa, oppure (ma non sempre in pratica) di assentarsi dalle lezioni anziché aderire ad una delle due proposte.

L’argomento è complesso e non si può certamente liquidare in poche righe: la questione, infatti, ha risvolti non solo scolastici, ma politici, religiosi, morali, interculturali, concordatari, storici e sociali.

Si vogliono qui porre alcune domande - chiave, per stimolare il dibattito e per sollecitare chi fosse interessato all’argomento a cercare approfondimenti in rete (partendo dai link suggeriti).


Domande - chiave:

- da chi è costituita la minoranza (circa 7% o 8% dell’utenza scolastica) che non segue l’I.R.C.?

- quali obiettivi e quali contenuti vengono proposti per le A.A.?

- la scuola non dovrebbe garantire un insegnamento religioso anche alle minoranze di cittadini italiani non cattolici (esistono gli ebrei, i musulmani, i protestanti, …) anziché proporre solo la non - religione?

- non sarebbe il caso di rimettere in discussione tutta la questione dai punti di vista della scuola pubblica e dello stato italiano, e non esclusivamente dal punto di vista concordatario?

- non sarebbe ragionevole che la scuola pubblica garantisse pari opportunità a tutti i cittadini, ad esempio con un’educazione al senso religioso e un insegnamento di storia delle religioni ?

- quali sono i problemi organizzativi che le scuole si trovano ad affrontare ogni anno per gestire l’I.R.C. e le A.A. ?

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