Recentemente, in una terza elementare, discutendo di “memoria gustativa” alcuni bambini mi hanno confessato di non gradire il sapore dei pomodori. Fin qui, niente di strano: ognuno ha i propri gusti! Solo successivamente, continuando la discussione, ho accertato che non era una questione di gusto…ma di “pregiudizio”: quegli alunni, in effetti, non avevano mai assaggiato un pomodoro!
A parte la considerazione circa i pregiudizi che diventano poi certezze (infondate), la faccenda non sarebbe stata preoccupante se si fosse trattato di bambini finlandesi o islandesi, ma, trattandosi di bambini italiani in una scuola italiana…mi sono allarmato!
Questi bambini così svegli, così informati su molte cose del mondo e della società…non hanno mai assaggiato un pomodoro? E i loro genitori…non se ne meravigliano? Mangiano avocado, mango, papaia e non conoscono il sapore dei pomodori che, magari, qualche loro nonno coltiva ancora nell’orticello dietro casa?
Ho deciso che non lascerò cadere la faccenda: dedicherò alcune lezioni di scienze al pomodoro! Tutti dovranno fare l’esperienza di toccare un pomodoro, di affettarlo, di descriverlo, di odorarlo e di assaggiarlo e, poi, raccoglieremo informazioni sulle sue qualità alimentari, sui modi di utilizzarlo in cucina e collezioneremo una serie di ricette a base di pomodoro…
Ho riflettuto su questo episodio e ho osservato che la scuola, oggi, si trova a dover recuperare dati culturali che l’adulto-insegnante dà per scontati, ma dei quali le nuovissime generazioni di città stanno perdendo qualsiasi nozione (lo stesso discorso vale per altri alimenti o prodotti di cui i bambini ignorano la storia e la provenienza: per loro l’origine è sempre il supermercato…e come dar loro torto?).
Se ben riflettiamo, non si tratta soltanto di colmare una lacuna, attraverso nozioni chiarificatrici: il pomodoro, particolarmente in Italia, è molto più di “una bacca rossa commestibile”. Il pomodoro è cultura, tradizione locale, storia sociale e contadina, gastronomia, agricoltura, industria…
La scuola non può, nemmeno in questo caso, trascurare il suo intervento: la didattica del pomodoro è la didattica della presa di coscienza di una realtà che, altrimenti, sfuggirà alle nuove generazioni. Non solo, purtroppo, per quanto riguarda i pomodori…
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Luigi Perillo








