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Ortografia e grammatica

La lingua è un codice: per questo ha delle regole!


Grammatica?
Sintassi? Ortografia? Punteggiatura?
Molta gente ritiene che siano cose del passato, ormai cadute in disuso e confinate solo in qualche aula scolastica…
Molta gente, del resto, dimostra di ritenere superfluo anche il fermarsi con l’auto al semaforo rosso…
Ma codici, convenzioni e forme valgono ancora (e sempre varranno, fin quando si deciderà di vivere in mezzo agli altri).

Chi scriverebbe un “curriculum vitae” sgrammaticato e senza i necessari accenti e apostrofi?
Provate a leggere un brano senza rispettare la punteggiatura (oppure provate ad ascoltare alcuni lettori di TG che non la rispettano: non è una battuta, esistono davvero!).

Se la lingua è un mezzo di comunicazione è evidente che il suo codice vada conosciuto e rispettato da chi decide di usarlo: altrimenti decade appunto la possibilità di comprendersi a vicenda.

Certamente la lingua non è statica nel tempo e nello spazio, ma il codice di base, la struttura di fondo deve consolidarsi in convenzioni condivise se deve servire al suo scopo. Ci si può chiedere all’infinito perché si debba scrivere “sufficiente” anziché “sufficente”: si possono trovare ragioni etimologiche, storiche e quant’altro, ma, alla fine, in un modo univoco va scritto. Se è stato scelto il primo, esso è la norma (non morale, solo ortografica, ma va rispettata da chi scrive in italiano). Ogni linguaggio, ogni codice, appunto perché convenzionali, rispettano delle convenzioni condivise.
Così come, sul pentagramma musicale, il do non è il re.

Nella scuola la competenza linguistica è perseguita, già dalle elementari, sia attraverso l’esercizio allo scrivere corretto, sia mediante specifiche attività di riflessione sulla lingua (analisi delle parole e della struttura delle frasi, approfondimenti grammaticali, osservazioni ed esercitazioni ortografiche e sintattiche). Le nuove tecnologie consentono, in questo campo, interventi didattici più rilassanti: sbagliare, scrivendo al computer, per un ragazzo è meno frustrante che sbagliare scrivendo a mano; se non altro perché la correzione è immediata, rapida e…non lascia segni (cancellature, abrasioni del foglio, correzioni delle correzioni…). Esistono software mirati all’esercitazione ortografica che consentono di apprendere la “giusta scrittura” delle parole in modo divertente, sotto forma di gioco, che sono molto attraenti per gli alunni (in un campo, come quello della grammatica, inevitabilmente piuttosto pesante e noioso…).

E’ possibile, in rete, individuare mezzi e strumenti di sussidio alla didattica di quest’area linguistica e di riflessione per il docente che è chiamato a proporla nelle proprie classi.

Ecco alcuni suggerimenti: