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Il sussidiario, ieri e oggi

Maggio, tempo di adozione per i libri di testo scolastici. Anche nell'era della multimedialità, riscopriamo il sussidiario, strumento di lunga tradizione didattica... Sei d'accordo?

Credo che sia ragionevole pensare che i libri di testo scolastici avranno ancora vita lunga in tutti gli ordini di scuola, anche nell’era della multimedialità e di Internet: infatti il testo scolastico è una base di partenza per gli alunni, un sussidio per il docente, uno strumento didattico, formativo e informativo, nelle attività quotidiane a scuola e a casa.

Mi voglio riferire qui, in particolare, al classico “sussidiario” che entra per la prima volta nella vita (e negli…zainetti) degli alunni ad iniziare dalla terza elementare.

Il sussidiario è uno dei simboli storici della scuola primaria e, per i bambini, è anche un segno di passaggio, dalla prima alla seconda fase della scuola elementare (tecnicamente: dal primo al secondo ciclo). Quando hanno nella cartella (o, meglio, nello zaino!) il sussidiario…i bambini si sentono ormai più grandi..

Sussidiario significa, per loro, conoscere i primi argomenti (ben distinti) di storia, di geografia, di scienze, di matematica, di studi sociali; fino alla seconda elementare avevano a disposizione un solo testo: il libro di lettura.

Sussidiario significa quindi, maggiore autonomia per ciascuna disciplina, significa (sempre per gli alunni) iniziare ad affrontare per la prima volta lo studio personale, entrare nella struttura e nelle metodologie delle singole “materie”.

Sussidiario (…come dice il nome) significa “aiuto” alla didattica, avvio, spunto per lo sviluppo di ricerche, occasione per approfondimenti collettivi e personali.

Si sa, il sussidiario, con il limite delle pagine a disposizione per ciascuna disciplina, è uno strumento di partenza (e non potrebbe essere diversamente!): offre idee-chiave, strumenti di analisi, suggerisce percorsi, propone esercitazioni ed esperienze, dà informazioni essenziali.

E tutto questo lo fa (o cerca di farlo) in modo chiaro, piacevole, attraverso l’utilizzo di immagini funzionali al testo e con un’impaginazione gradevole.

In effetti, ormai da molti anni, i sussidiari sono veramente dei bei libri da tutti i punti di vista: sia come prodotto librario sia come contenuti e indicazioni didattiche.

In alcuni periodi c’è stata la tendenza a voler sostituire il sussidiario con libri alternativi o con testi diversi nella medesima classe: esperienze più o meno riuscite, ma che non hanno, finora, eliminato il sussidiario dalla maggioranza delle scuole. Questo perché, a livello concreto e organizzativo, il testo unico per tutti gli alunni permette riferimenti immediati (a pagine, brani, esercizi, immagini) nelle pratica didattica e nelle situazioni quotidiane in classe.

L’unica variante di questi anni, in seguito alla nota questione del “peso degli zainetti”, è stata la scelta, attuata da alcuni editori, di suddividere il sussidiario in due fascicoli per alleggerire gli alunni…(anche se è spesso inevitabile che entrambi i fascicoli si debbano portare a scuola lo stesso giorno…perché il peso degli zainetti non può essere, oggettivamente, il criterio primario su cui basare l’orario scolastico, il quale, per sua natura, ha già troppi vincoli oggettivi a cui deve sottostare!).

In conclusione: il sussidiario di oggi è sicuramente un ottimo strumento didattico ancora valido nelle scuole elementari e bisogna dare atto agli editori e agli autori di saper veramente proporre molti testi di qualità. Lo riprova il fatto che, al momento dell’adozione, gli insegnanti elementari discutono a fondo, con colleghi e genitori, prima di pervenire alla scelta definitiva (spesso “sofferta”).

Come si vede, nemmeno in questo caso servono “Commissioni di esperti” che giudichino al posto degli addetti ai lavori, come qualcuno ha auspicato nei mesi scorsi: ognuno (editori, autori, docenti) è già in grado di svolgere bene il proprio mestiere…

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