Ragiona tu... che ragiono anch'io!

E' possibile educare alla razionalità? E' possibile creare dei percorsi didattici specifici?

Si dice che una persona è un’unica realtà, complessa e variegata, ma difficilmente “scomponibile”
nei suoi vari aspetti.
E’ sicuramente vero. Ma, dal punto di vista degli apprendimenti, è
produttivo, nell’atto didattico ed educativo, mirare allo sviluppo di alcune capacità, abilità
e competenze specifiche, come se fossero “sganciate” dalle altre.

Se non si procedesse così sarebbe impossibile predisporre (anche nella
didattica “spicciola” quotidiana) quegli strumenti e quei “passaggi graduali” che, in sostanza,
rendono specifici e mirati gli interventi di chi forma ed educa.

Questa premessa mi aiuta a chiarire che l’educazione alla razionalità può essere
sicuramente affrontata secondo modalità e metodologie di intervento autonome (pur non potendo essere
isolata da altri aspetti fondamentali della persona umana, come l’emotività, la creatività, e
anche… l’irrazionalità!).

Quando una persona “agisce” può apparire, di volta in volta, più emotiva, o più razionale, o più creativa, o
più irrazionale: l’importante è (o sarebbe) di riuscire a dare ad ogni individuo un’educazione e
una formazione che lo mettano in grado di “saper riflettere” adeguatamente (e “per tempo”) sulle
proprie scelte e le proprie decisioni.

Se ciascuno di noi riuscisse a saper affrontare i
problemi e le situazioni con una certa “calma riflessiva”, cercando anche di “sganciare” il proprio
pensiero dalle contingenze personali e momentanee, sicuramente la società tutta ne risentirebbe i benefici.

Quale età migliore per “sperimentare la razionalità”, se non l’infanzia e l’adolescenza, quando il
cervello è meno ingombro di pre-giudizi e di pre-decisioni?

Ed ecco, quindi, il ruolo della scuola di base anche in questo campo: un ruolo estremamemte difficile,
perché educare alla razionalità significa lottare contro le false idee che circolano nella mente di
ciascuno di noi, significa combattere contro interessi parziali per far emergere quelli generali,
significa, spesso, sbattere contro il muro dell’ignoranza e dell’abitudine…

Che fare allora? Ingaggiare uno stuolo di insegnanti “razionalisti”?

Certamente no! Però, sicuramente, è possibile progettare interventi didattici che valorizzino i momenti della riflessione
individuale e collettiva, che favoriscano il ragionamento per progetti, per mappe, per ipotesi, che stimolino
la verifica razionale…

Si può partire analizzando situazioni che sono sotto gli occhi di tutti: ad esempio, si possono sollecitare
gli alunni a chiedersi “perchè ci sia traffico nel centro della città”. Emergeranno sicuramente molte
ipotesi…
Il traffico c’è perchè le persone vanno tutte in macchina, usano poco i mezzi pubblici (forse
perché sono poco frequenti!), gli enti e gli uffici pubblici sono tutti concentrati in poche vie del centro, si perde
molto tempo a girare in macchina per le strade alla ricerca di un posto-auto, perché i parcheggi sono gli stessi di vent’anni
fa, quando le auto erano molte di meno… e così via analizzando le ipotesi.

Ritengo che questo possa essere un buon sistema per aiutare a ragionare e a discutere. Che ne pensate?

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