Il “Metodo simultaneo” è nato dall’intuizione di una maestra nell’anno scolastico 1990/91 e si è sviluppato e definito metodologicamente grazie all’impegno didattico di un gruppo di insegnanti coordinato dalla Direttrice Didatttica dell’Istituto Comprensivo di Trescore Cremasco (CR), scuola che, fra l’altro, organizza a Crema l’annuale Rassegna per la Multimedialità nella Didattica (MEDIAEXPO).
L’idea metodologica di base è quella di “introdurre una sola consonante nuova in un tutto già noto” utilizzando inizialmente una storia appassionante e significativa i cui personaggi hanno nomi formati da vocali (la maga Ea, il nano Ei, il nano Ui, e il nano Oi), in modo tale che le lettere, legate ai personaggi e a contesti emotivi, non sono presentate come unità fonetiche e grafiche a sé stanti, ma come elementi capaci di comunicare e di esprimere stati d’animo.
Ciò, evidentemente, facilita l’apprendimento “simultaneo” (appunto) della lettura e della scrittura, che avviene con più naturalezza e con continue gratificazioni: infatti consente ai bambini di essere consapevoli dell’itinerario svolto, di cosa hanno imparato e di cosa impareranno.
Gli alunni, quindi, sono motivati ad apprendere e sono messi nella condizione di cogliere fin da subito la funzione comunicativa della lingua orale e scritta.
Per tutti gli approfondimenti circa il metodo simultaneo e per ogni informazione si esplorino i link indicati qui sotto.
![]()

Luigi Perillo








