Operatore tecnologico: perché no?

Ecco perché una "funzione obiettivo" non potrà mai essere un "operatore tecnologico" multimediale...

Anni fa era prevista, per la scuola dell’obbligo, la figura dell’operatore
tecnologico
(chiamato anche tecnico di laboratorio) con
il compito specifico di predisporre materiali, macchine e sussidi didattici a supporto delle lezioni
tecniche e pratiche nei laboratori.

Questa figura di tipo tecnico-didattico era presente particolarmente nella scuola media,
un po’ meno nelle elementari.

Ormai l’operatore tecnologico non è più previsto dalla normativa: ma è proprio oggi
che servirebbe, visto che ora i laboratori multimediali sono presenti in molte scuole medie,
elementari e anche materne.

Con la funzione obiettivo per la multimedialità (attivata in molte scuole) si è cercato di sostituire
la figura dell’operatore tecnologico, ma la cosa non può funzionare, per diversi motivi.

Prima di tutto la funzione obiettivo si deve candidare: ci deve essere, cioè, una persona non
solo competente nel settore della multimedialità, ma, soprattutto, disponibile ad accettare un incarico
che richiede, in pratica, un monte-ore settimanale fisso per le mansioni tecnico-didattiche nel laboratorio, in
aggiunta al normale orario di servizio come insegnante nelle classi. Ma la funzione obiettivo,
come tutti sanno, è un incarico aggiuntivo (pagato a forfait) per il quale non vengono definiti
i carichi di lavoro.

Si dà quindi il caso che in un istituto scolastico ci sia anche più di un laboratorio da gestire, ma che
non ci sia nessuno che lo faccia.

Chi ha provato a gestire un laboratorio multimediale sa che
per l’uso didattico (ma non solo) dei computer non basta accendere le macchine.

Quantomeno
ci vuole qualcuno che programmi con i docenti di classe le attività, installi il software,
lo verifichi con gli insegnanti che lo devono usare, sappia organizzare la rete, gestisca il collegamento
Internet, mantenga attivo e aggiornato il sito della scuola, predisponga il materiale necessario, provveda alla manutenzione ordinaria, faccia
funzionare le stampanti e le altre periferiche, combatta con le incongruenze di Windows 95, 98, 2000, e Millenni
successivi…!

Tutto ciò non si fa nei ritagli di tempo (ad esempio nelle ore “buche”, come sono costrette a fare le funzioni
obiettivo che già sono docenti regolarmente in servizio nelle classi loro assegnate).

Per questo motivo alcuni dirigenti scolastici provvedono (se e quando viene loro consentito) a distaccare dall’insegnamento un docente
che svolga (totalmente o parzialmente) questa mansione.

In secondo luogo, la funzione obiettivo in quanto tale è sempre chiamata a svolgere altre incombenze
su richiesta del dirigente scolastico (partecipazione ad incontri dello staff, interventi in convegni,
corsi di aggiornamento per altri docenti, digitazione di dati scolastici, predisposizione e stampa
delle pagelle, preparazione di grafici, di lucidi, di opuscoli e di giornalini scolastici…).

Tutto questo senza che venga mai definito il tempo di lavoro. Una richiesta eccessiva: sia per il
fatto oggettivo che le ore del giorno sono solo 24, sia perché, onestamente, 3 milioni di lire lorde annue
non ripagano quasi nemmeno l’uso e il consumo del pc di casa, sul quale la povera “funzione obiettivo”
svolge gran parte del suo lavoro, di sera e di notte…

Infine, alla funzione obiettivo viene richiesto, all’atto della candidatura, di presentare un programma
di qualità che, in sintonia con il P.O.F. d’istituto, dia prova di voler migliorare la scuola, di
elevare i livelli di apprendimento, di incidere positivamente sulle relazioni interpersonali, …e così
sproloquiando!

Quello che invece servirebbe in concreto (cioè un docente che svolga il ruolo di operatore tecnologico per favorire
la didattica multimediale) viene del tutto accantonato…

Perché?

Per motivi di risparmio: l’operatore tecnologico sarebbe un lavoratore in più da assumere ad orario
fisso e da retribuire.
Non c’è nessun’altra spiegazione.

Che cosa si può prevedere per il futuro?

Sicuramente nel prossimo contratto le figure definite come “funzioni obiettivo” saranno modificate
rispetto ad ora, se non addirittura abolite. Il fatto stesso che in molte scuole si debbano spingere
i docenti a candidarsi… la dice lunga!

Ci si accorgerà ben presto che i bellissimi e costosissimi Piani di Sviluppo delle Tecnologie
Didattiche non consistevano soltanto nel dotare qualche aula scolastica di una manciata
di computer, ma richiedono anche gli operatori didattici che li usino e che li facciano usare.
Insomma: la tecnologia costa nella fornitura, nel mantenimento e nell’uso.

Indietro non si può tornare.

Ma, intanto, in qualche scuola, pare che la polvere dell’abbandono
stia già ricoprendo i computer acquistati solo un paio di anni fa…

Iolowcost

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