Integralismi: dalle parole ai fatti

Anche la guerra è terrorismo: meglio pianificato, più organizzato, ma sempre contro quella pace, quella giustizia e quella tolleranza che gli insegnanti "predicano" ogni giorno nelle scuole ai loro alunni...

Si dice che una frase, estrapolata dal contesto in cui fu scritta o pronunciata, perda
di significato.

Questa giustificazione è usata sempre da chi vuole smentire un’affermazione o si vergogna di averla fatta
(perchè si tratta, solitamente, di frasi palesemente intolleranti oppure offensive per la sensibilità
di altri).

Ma i concetti espressi da molte frasi sono così chiari che, contesto o non contesto, esprimono solo
ciò che si voleva dire… Altrimenti non si sarebbero mai pronunciate!

Non ci sono scusanti!

Ecco alcuni esempi di frasi intolleranti che mostrano ben chiaro il loro significato, sia dentro che
fuori dal contesto:

“Chiediamo a Dio che ci dia la forza contro gli aggressori infedeli, che distrugga la nuova crociata
ebreo-cristiana nella terra del Pakistan e Afghanistan.

…Il mondo è diviso fra credenti ed infedeli e a capo di questi c’è Bush.”

>>> Osama Bin Laden

“O con noi o con i terroristi”.

>>> George W. Bush

“L’occidente deve avere la consapevolezza della superiorita’ della sua cultura ed avviare
un processo di crescita per quelle parti del mondo che sono ferme a 1400 anni fa.”

>>> Silvio Berlusconi

Lo stesso si può dire non solo delle frasi, ma anche delle azioni.

Un’azione criminale rimane tale anche al di fuori del contesto in cui è stata compiuta: ammazzare
una persona è sempre un reato, sia che lo si faccia per aggressione o per legittima difesa.

Quello che cambia è il giudizio dei tribunali che ne analizzano le motivazioni e assegnano, in base
a queste, una pena quantitativamente diversa. Ma questo è un problema di applicazione delle leggi
vigenti in uno stato (che variano nel tempo e nello spazio).

Distruggere le torri gemelle di New York o i quartieri di Kabul, ammazzare americani innocenti
o afghani innocenti, sono atti criminali di eguale gravità. Terrorismo e guerra sono sullo stesso
piano dell’odio
: questo non è storicamente smentibile da nessuno.

Dopo un mese che si cercano Osama Bin Laden e i suoi terroristi sulle montagne dell’Afghanistan e si
dichiara al mondo che verranno scovati e puniti, che cosa si fa? Si bombardano indiscriminatamente
i quartieri di Kabul e di altre città… E’ questa la presunta superiorità della nostra civiltà?

Gli integralisti, d’oriente e d’occidente, credono sempre di aver ragione (solitamente in nome di
Dio) e continueranno così, fino alla fine dei secoli, perché la razionalità non fa parte del
loro mondo: essi sono “unti” da Dio e si sentiranno, in ogni tempo, investiti dal compito di salvare il
mondo dal Male (che è sempre fuori di loro); intanto, nelle loro moschee e nelle loro chiese,
continueranno a pregare un Dio che ha proibito di uccidere.

Essi credono che la verità e Dio siano sempre e solo dalla loro parte. Anche le SS naziste lo scrivevano sulle loro bandiere:

“Gott mit uns” - “Dio è con noi”.

Sappiamo già com’è finita.

Il peggio succede proprio quando gli integralisti governano le nazioni e guidano i popoli. Peggio
ancora quando qualcuno di loro crede di dover fare giustizia nel mondo a nome di tutti (senza
nemmeno aver richiesto la delega degli altri miliardi di persone esistenti…)

C’è da chiedersi, sempre più spesso, quale storia sia possibile insegnare ai nostri alunni…

Anzi, più semplicemente, c’è da domandarsi con quale credibilità possiamo insegnare loro la tolleranza,
la convivenza democratica, il pluralismo, parole di cui sono piene zeppe le righe dei nostri proclami
educativi e dei nostri P.O.F.

Solo formali parole? Pare proprio di sì.

(Intervento messo on line il 7 ottobre 2001)

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