Genitori in classe?

Tra riforme e proteste, la scuola s'interroga... (-3-) La terza puntata dell'inchiesta sulla scuola, a cura del "Corriere della Sera".

GENITORI IN CLASSE - Il genitore in classe è di casa non solo alla Gregorio Russo, media del capoluogo siciliano. Alla Majorana di Roma mamme e papà offrono le proprie competenze professionali per rinforzare la qualità dell’offerta didattica. L’ingegnere Gino Pelosi, tre figli, presidente del consiglio di istituto, riassume così: ogni anno una cinquantina di genitori su 700 «lavorano» in modo saltuario anche a scuola. La mamma ginecologa fa corsi di educazione sessuale, il giornalista sprona la confezione di un giornalino scolastico, il funzionario dell’Ibm supervisiona le prime lezioni di informatica.

DOCENTI SOTTO ACCUSA - Gli idilli appena descritti fioriscono in scuole d’eccellenza che trattano mamme e papà come «utenti» di un servizio: li coinvolgono con questionari di customer satisfaction sull’offerta didattica, spronano la nascita di club dei genitori per avvicinare le famiglie alla formazione dei figli. Sull’altra sponda, più affollata, l’incantesimo va in frantumi. Il genitore si fa inquirente, il docente diventa imputato: incapace di educare se l’alunno si comporta male, inadatto all’insegnamento se il bambino non rende, poco disponibile ad accettare i suggerimenti delle famiglie quando la scuola non funziona secondo orari e desideri dei genitori.

Clicca qui per leggere tutto l’articolo, nel sito del “Corriere della Sera”

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