
(Nell’immagine:
un modello di radio Philips del 1932 - dal “Museo virtuale della radio d’epoca”)
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Da un servizio dell’Ansa:
Cento anni fa, su una collina vicino al porto di St.John di Terranova, in Canada, alle 12.30 del 12 dicembre, Guglielmo Marconi appoggiava l’orecchio su un rudimentale apparecchio radio-ricevente ed aveva la tanto attesa conferma di una sua intuizione destinata a trasformare la storia delle telecomunicazioni. I tre brevi segnali, la lettera ’s’ del codice morse, lanciati da Poldhu in Cornovaglia, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico a oltre 3.000 chilometri di distanza, gli giunsero deboli ma perfettamente riconoscibili.
Lo storico avvenimento sara’ ricordato mercoledi’ 12 dicembre a Roma in una celebrazione al ministero delle Comunicazioni, alla quale e’ prevista la partecipazione anche del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio.
Il primo collegamento radio, che ha rivoluzionato il sistema delle comunicazioni umane, si deve ad uno scienziato autodidatta, quale si definiva lo stesso Marconi. Ma fu forse proprio la sua ‘ignoranza’ accademica, a portarlo a realizzare cio’ che per la scienza ufficiale era impossibile: trasmettere messaggi con onde elettromagnetiche attraverso l’aria. Secondo gli studi dell’epoca era infatti impossibile superare gli ostacoli naturali.
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Da vedere subito:
Museo storico della radio e delle macchine parlanti (Sala Marconi)
- sito interattivo
Le celebrazioni del 12 dicembre


Luigi Perillo








