Questo sito contribuisce alla audience di

Grafia, disegni e personalità

E' possibile utilizzare la grafologia e i test iconici per conoscere meglio i bambini?

Abbiamo chiesto il parere di un esperto, il prof. Luciano Verdone, Guida di superEva per “Grafologia e test” (sito che vi consiglio caldamente di visitare e al quale rinvio per gli approfondimenti e la ricerca di link sul tema).

Ecco il suo contributo:

Gioco, disegni, scrittura costituiscono gli strumenti classici con cui grafologi e psicologi analizzano la personalità del bambino attraverso i linguaggi grafico-iconici e mimico-gestuali.

Scrivere è una caratteristica tipicamente umana, propria dell’uomo civilizzato, inseparabile dalla scolarità.
L’acquisizione della scrittura richiede infatti un lungo periodo di apprendimento in quanto scrivere è un atto complesso e delicato sul piano neurologico. Entrano, infatti, in gioco la motricità globale e la motricità fine della mano e delle dita. Richiede una maturazione fisiologica che i bambini acquisiscono poco a poco e che rende l’evoluzione della scrittura strettamente dipendente dall’età del bambino.

L’atto grafico, dunque, è raramente ben padroneggiato prima dei 14 anni in quanto manca, prima di quella età, una buona coordinazione dei movimenti.

Di fronte alla domanda se si può conoscere il bambino attraverso la scrittura, la grafologia classica ha risposto negativamente ritenendo possibile analizzare solo le scritture cosiddette “organizzate” cioè diversificate dal modello scolastico e strutturate in modo personale.
Ma i grafologi più recenti hanno messo in luce il carattere progressivo del processo di organizzazione ed hanno analizzato, nella scrittura dei bambini, la scomparsa progressiva delle difficoltà tipiche. Famosa la scala E (da “Enfants”) della grafologa Hélène de Gobineau e dello psicologo Roger Perron che elenca le trenta difficoltà motorie genetiche presenti nella scrittura infantile.

Alla luce di tali studi è possibile oggi dedurre dall’analisi della grafia infantile, sia il livello intellettuale sia la maturità socio affettiva del bambino scrivente.

Del disegno, come espressione della personalità del bambino, si sono occupati gli psicologi Piaget e Luquet. Essi hanno ricostruito l’evoluzione del disegno infantile, dallo “scarabocchio” dei 2-4 anni, agli schemi ideografici della seconda infanzia, fino al realismo visivo o ideoplastico dell’età puberale.
La psico-grafologia, a sua volta, ha messo a punto una serie di test iconici per analizzare la sfera intellettiva ed emotiva del bambino, dal test dell’”omino” di Goodenough e Machover, al test dell’”albero” di Buck, al test della “famiglia” di Corman.

- Luciano Verdone -

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -

In questo campo non si può improvvisare: nel senso che chi volesse utilizzare l’analisi grafologica e i test iconici come strumenti di indagine e di conoscenza dovrà farlo con cognizione di causa (non tutti gli insegnanti sono anche psicologi o esperti di test).

Comunque nessuno vieta di sperimentare qualche approccio, dopo essersi documentati adeguatamente. Il test del disegno della famiglia, ad esempio, sembra essere più avvicinabile anche da chi non sia specialista, naturalmente appoggiandosi a testi informativi e senza la pretesa di poter esprimere valutazioni definitive.

Nei siti indicati è possibile reperire anche la necessaria bibliografia.