Buono scuola per chi?

Dai dati pubblicati si deduce che l'esperienza del "buono scuola" va sicuramente rivista: se non altro, almeno per un senso di equità reale e non formale.

Il “buono scuola”, così come previsto ed erogato in Lombardia, ha fatto discutere molto nei mesi scorsi.

I dati statistici pubblicati sulla stampa e in Internet (vedi i siti proposti qui sotto) evidenziano che, come era prevedibile,
questo sistema di contributi ha generato ingiustizie e, quindi, malcontento. Perciò va sicuramente rivisto e modificato
(se, proprio, lo si vuole mantenere in questi termini).

Non è certo questa la strada giusta per realizzare la “parità” scolastica, ma per generare nuove “disparità”.


Il “buono scuola” in Lombardia ha rappresentato, oggettivamente, una scelta politica di parte, non un atto lungimirante
verso la realizzazione di un effettivo diritto allo studio: anzi, sul piano del dibattito in corso su scuola pubblica e
scuola privata
, non ha fatto altro che esacerbare le posizioni e rendere più difficile il dialogo fra chi ha opinioni diverse.

Sarebbe opportuno che anche i responsabili se ne rendessero conto…

(”Errare è umano; perseverare nell’errore è diabolico…”)

- Analisi dei dati sul buono-scuola (PRC) - Buono scuola e diritto allo studio (Ufficio stampa CGIL CISL UIL)
- Finanziamenti alle scuole (trimestrale Laicità) - Parità scolastica e finanziamenti
- Regione Lombardia: formazione, istruzione e lavoro - Forza Italia: libertà di educazione
- Lega Nord: la famiglia può scegliere - Formigoni Superstar

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