Una tv contro i bambini?

Ecco uno studio internazionale del Censis sull'uso e l'abuso di tv, videogames e computer da parte dei bambini e dei ragazzi d'oggi, con ciò che ne consegue direttamente sul piano formativo e sull'omologazione culturale di comportamenti, valori e stili di vita "imposti" dall'industria multinazionale dell'intrattenimento elettronico.

Il 7 febbraio 2002 il Censis ha presentato uno studio internazionale intitolato “Media e minori nel mondo” che evidenzia la grande diffusione della tv, ormai presente nel 70% delle famiglie del mondo.

Ecco alcune osservazioni iniziali che si possono rilevare dallo studio del Censis:

- I bambini europei stanno davanti alla tv (in media) 4 - 5 ore al giorno -

- L’industria televisiva mondiale ha creato 87 canali dedicati ai bambini, di cui 50 negli ultimi 3 anni -

- Si rileva (anche se non in modo omogeneo nelle aree geografiche e nelle nazioni) un peggioramento della qualità dell’offerta televisiva per i bambini (diffusione di prodotti scadenti con un tasso di violenza altissimo)-

Ma non si parla solo di tv: video, videogames e giochi per computer rientrano nello stesso discorso, essendo prodotti dalle stesse industrie multinazionali dell’intrattenimento elettronico.
E anche perchè si tratta sempre di attività prevalentemente individuali che si svolgono davanti ad uno schermo.

Che cosa si può rilevare?

Prima di tutto che il discorso non è nuovo: si è però esteso e “globalizzato” nell’ultimo decennio, arrivando a coinvolgere nuove aree geografiche e nuove nazioni, oltre a quelle più avanzate tecnologicamente.

Ma occorre anche puntare l’attenzione (senza allarmismi, ma con cosciente preoccupazione educativa) sul fatto che il cosiddetto “libero mercato” dovrebbe essere regolamentato per consentire anche all’utenza una “libera scelta” fra prodotti diversi. (Senza contare che quel “libero mercato” è libero solo per le poche multinazionali del settore e non proprio per tutti i produttori… Quelli piccoli, se non vengono inglobati, si devono adattare…)

Il rapporto del Censis parla, ad un certo punto, di “preoccupazioni fondate” di genitori e insegnanti e di “diritti dei minori rispetto ai media”.

Certo qualcosa si deve fare: si tratta di scelte che le nazioni e i governanti non devono più rinviare. Anche da noi, in Italia, manca un piano su come affrontare la questione della tv per i bambini ed i ragazzi, ma, pare, che qualcosa si muova e che qualcuno cominci a preoccuparsi di questo tema.

Nello studio del Censis è presente questa osservazione, che ci può far riflettere:

” …una fruizione troppo assidua di contenuti mediocri può avere una serie complessa di effetti: da quelli di interesse medico (posture errate, sovrappeso, alimentazione sbagliata), a quelli psicologici (isolamento, percezione “romanzata” della realtà, assuefazione alla violenza), a quelli culturali (senso estetico elementare, povertà linguistica, stereotipi sessuali ed etnici, coazione al consumo, limitazione dell’esplorazione conoscitiva individuale e così via). “

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