Nel 1999 il sociologo e filosofo francese Edgar Morin ha dato alle stampe “Le sept savoirs nécessaires à l’éducation du futur” (tradotto e pubblicato in Italia nel 2001 dall’editore Cortina).
Il libro è una sorta di “manifesto dell’educazione” nel quale vengono sviluppate appunto sette idee fondamentali che dovrebbero sostenere, secondo Morin, ogni opera e ogni intervento educativo e formativo.
Leggendole si ha l’impressione netta che il sociologo francese abbia saputo davvero cogliere e sintetizzare i nodi problematici del nostro mondo attuale e indicare le possibili vie di soluzione in una prospettiva educativa che supera i particolarismi dei sistemi scolastici locali:
in altre parole, Morin suggerisce prospettive valide per tutti, al di là delle differenze culturali, perché riesce a cogliere l’essenzialità dei processi di apprendimento.
Una globalizzazione della scuola in positivo.
Ma la validità delle sue idee (ed è questa la novità e la grandezza del pensiero di Morin) sta nel fatto che esse danno indicazioni specifiche e pratiche sulle strade da percorrere, come si può capire anche soltanto leggendo la:

Edgar Morin
“I sette saperi necessari all’educazione del futuro”
Raffaello Cortina Editore - Milano 2001
pag. 128 - 9,30


Luigi Perillo








