Terrorismi

Chi legittima la guerra (come "santa" o "giusta") legittima il terrorismo: perchè sono la stessa cosa...
Aggiornamento in tempo reale dalla Palestina

Nell’accezione corrente un terrorista è chi compie “a sorpresa” gravi atti di violenza (solitamente attentati dinamitardi) contro gente indifesa e ignara (cioè che, spesso, non se l’aspetta e, quindi, non può prevenire l’azione violenta nè difendersi).

Ma il significato della parola terrore, come tutti sappiamo, è quello di “grande paura, spavento, timore”; di conseguenza, “terrorista” è colui che usa sistemi e mezzi per seminare terrore fra la gente, con minacce e rischi diretti per la vita umana.

E’ chiaro, a questo punto, che sono terroristi i kamikaze palestinesi che si fanno esplodere nei supermercati affollati, così come sono terroristi i soldati israeliani che, in questi, giorni, attaccano le città e i paesi della Cisgiordania e compiono rastrellamenti di tipo nazista (casa per casa) nei villaggi palestinesi.

Chi vuole ancora sottilizzare sui termini e ci vuol convincere che la guerra sia altro dal terrorismo non ha più argomenti (se mai ne può aver avuti).

Sharon accusa Arafat di essere capo e mandante di un popolo di terroristi: accusa generica e infondata, in base alla quale però, unico caso al mondo, il leader israeliano si è permesso di tenere per mesi in ostaggio il leader riconosciuto di un altro popolo e ora, praticamente, lo sta minacciando di esilio e di morte. Questo grazie anche al disimpegno ufficiale degli USA e dell’Unione Europea, e ai ritardi dell’ONU.


I dati di fatto sono altri: Arafat ha sempre cercato il dialogo e la trattativa, Sharon no.

Arafat è accusato pregiudizialmente di essere un terrorista. Sharon lo è davvero, come ha dimostrato in questi giorni e nei mesi scorsi, con le sue rappresaglie quotidiane, che mostrano disprezzo anche verso le timide proposte internazionali per qualche forma di accordo, e verso i luoghi sacri alle religioni di miliardi di persone.

Arafat è un Premio Nobel per la Pace. Sharon, vecchio militare soprannominato dai suoi “bulldozer”, è sempre stato un falco, come sanno bene anche i pacifisti israeliani.

Insomma, due persone dalla levatura morale completamente diversa.

Sharon crede che la sua sia una guerra santa e giusta: il mondo si sta accorgendo che è solo terrorismo ben organizzato che lascerà sul terreno altri morti, ma nessun problema risolto.

E anche noi, non solo loro, saremo daccapo: perché la questione palestinese non è un problema israeliano ma riguarda tutti noi, come la questione curda, quella armena, serba, afgana, …

Per questo non ci servono dei terroristi a capo delle nazioni, ma avremmo davvero bisogno di politici intelligenti, ragionevoli, disposti a dialogare e a trattare…
Prima che anche altri possano perdere la testa.

(3 aprile 2002)

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