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Bandiere di pace

Un'iniziativa di civiltà, per il dialogo fra le persone e fra i popoli.

“Invitiamo tutti i cittadini, tutte le associazioni, i movimenti, le istituzioni, gli enti, siano essi pubblici o privati, religiosi o laici, contrari alla guerra e favorevoli alla pace e alla via del dialogo a
esporre da subito la Bandiera della Pace o un pezzo di stoffa bianco con scritto “no alla guerra”, ai balconi delle case lasciandoli ben visibili finché non sarà definitivamente scongiurata la minaccia di un conflitto armato contro l’Iraq.”

Questo il messaggio lanciato da “Bandiere per la pace” che intende dipingere di pace tutte le nostre città.

L’appello è già stato sottoscritto da molte Associazioni (laiche e religiose) che intendono dare il loro contributo di civiltà, in questi giorni in cui il grido di guerra è lanciato continuamente da alcuni governanti sulla spinta evidente dell’industria bellica e dello spirito di intolleranza.

Come cittadino italiano, diffido il “signor” Silvio Berlusconi dal parlare a nome mio, esprimendo la vicinanza degli Italiani alle posizioni di Bush.
Può darsi che abbia chiesto il parere degli altri 57.844.016 cittadini, ma a me non l’ha chiesto.


Fra l’altro, una guerra non era nel suo programma elettorale: quindi il “signor” Silvio Berlusconi, quando la propone, non rispecchia nemmeno la volontà dei suoi elettori, ma parla completamente a titolo personale e non rappresenta nessuno all’infuori di sé. Potrebbe anche rendersene conto: è solo una questione di logica.