6 semplici e pratiche proposte per il nuovo contratto degli insegnanti (ad uso del Ministero e dei Sindacati):
1 - retribuire automaticamente il mese successivo le ore straordinarie effettuate e documentate, fissando una tariffa oraria professionale equa;
2 - eliminare le “funzioni obiettivo” e attribuire incarichi annuali specifici in base alle esigenze degli Istituti scolastici, retribuendo le ore effettivamente impiegate (e non “a forfait”);
3 - prevedere nuove figure professionali all’interno della scuola (ad esempio, se ci sono i laboratori multimediali o il sito web della scuola, ci dovrà pur essere chi li fa funzionare e li gestisce): questo si può fare solo con ore aggiuntive pagate oltre l’orario di servizio attuale;
4 - scorporare il servizio di assistenza alla mensa dall’orario di servizio dei docenti;
5 - nominare i supplenti quando servono (senza fingere che, fino a 5 giorni, la scuola funzioni regolarmente anche se manca un docente: chiedetelo alle classi interessate…);
6 - prevedere nel contratto che, due mesi prima della scadenza, le parti si siedano attorno ad un tavolo per accordarsi sul prossimo contratto (visto che è una legge e non un optional da rinviare alle calende greche).
6 punti semplici da trattare, da discutere e da approvare.
Inserendoli nel nuovo contratto si migliorerebbero immediatamente molte situazioni organizzative nella scuola e si sanerebbero alcune situazioni anomale per quanto riguarda le ore di lavoro aggiuntive e gli incarichi sottopagati.
Ma, si sa, più le cose sono facili da capire e semplici da realizzare, più (in Italia) appaiono assurde e “lunari”.
Quindi c’è da credere che si continuerà sempre come si è fatto finora.
In effetti, all’orizzonte non appaiono segni di miglioramento né da parte del Ministero, né da parte di chi, per scelta e per mestiere, dovrebbe rappresentare gli insegnanti.
Un’ultima idea: che ne direste, sei mesi prima di ogni scadenza contrattuale, di raccogliere il parere degli interessati (che poi non sono molti) tramite un questionario da inviare alle scuole?
Un solo foglio con 4 o 5 domande specifiche sui temi e le proposte da portare avanti. In una settimana si stampa e si spedisce, in un’altra settimana si hanno di ritorno i pareri di chi nella scuola ci lavora ogni giorno.
Sarebbe più efficace di molte assemblee sindacali non troppo partecipate in cui, troppo spesso, non si ottengono né risposte adeguate né informazioni soddisfacenti, né si ha la garanzia che il proprio parere venga almeno tenuto in considerazione dal sindacalista di turno.


Luigi Perillo








