COSTITUZIONE ITALIANA, Articolo 11:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Questo Articolo è stato abrogato - di fatto - in data 18 marzo 2003, non dal Parlamento Italiano ma da Colin Powell (Segretario di Stato USA) quando ha annunciato l’entrata in guerra dell’Italia a fianco degli Stati Uniti che hanno decretato di eliminare Saddam e di distruggere l’Iraq.
Il Governo Italiano ne ha solo preso atto e ha confermato la notizia per bocca del ministro degli Esteri Frattini.
Il Parlamento è convocato successivamente, a cose fatte, solo per una formalità pseudo-democratica.
Questa è la sostanza dei fatti che resterà scritta nella Storia, nonostante le auto-giustificazioni che ci verranno elargite dal governo.
Da domani, a scuola, insegneremo una storia diversa ai nostri alunni: una storia senza Articolo 11, senza diritto internazionale, una storia senza ONU, una storia di ingiustizie e di prevaricazioni.
Butteremo a mare la legalità, la giustizia, la tolleranza, per proclamare la legge del più forte che domina la politica e il libero mercato dell’Occidente globalizzatore.
E, tutti, giorno dopo giorno, inizieremo a piangerne le conseguenze.

L’imbecillità umana, come spesso è capitato anche nella Storia d’Italia e d’Europa, sembra aver vinto nuovamente: ne prendiamo dolorosamente atto, ma, questa volta, sembra di intuire che l’Occidente abbia avuto più dubbi del solito e che il pacifismo radicale della gente abbia scosso più di un governo.
Forse possiamo proprio sperare nella nascita di un nuovo modo di ragionare, oltre a quello, troppo primitivo, barbaro e ormai superato, del potere delle armi.


Luigi Perillo








