Questo sito contribuisce alla audience di

Tra l'incudine e il martello

C'è anche chi si sente in tale condizione (tra l'incudine sindacale e il martello ministeriale) e sciopera alla rovescia... Per rivendicare un ruolo attivo alla base della scuola.

Gli scioperi generali e unitari assumono sempre un grande significato (particolarmente in momenti eccezionali come questo, in cui le ragioni del mondo della scuola si intrecciano con una pericolosa situazione internazionale e con il dramma di una nazione aggredita e soggiogata con la forza).

Ma c’è anche chi, nella scuola, ormai da tempo, si chiede se non sia il caso di dare una svolta alle forme di protesta, di trovare nuovi modi per far sentire le ragioni degli operatori scolastici, al di là e oltre gli scioperi programmati periodicamente.

Qualcosa che non va c’è sicuramente. L’anno scorso gli scioperi nella scuola sono stati più numerosi e frequenti del solito.

Risultati?
Nessuno, visto che siamo ancora qui a farne un altro per gli stessi esatti motivi.

Una maggioranza governativa che finge di non vedere nemmeno le proteste pacifiste o le relega al ruolo di provocazione da parte dell’opposizione, cosa volete che stia a sentire delle esigenze e delle istanze provenienti dal mondo della scuola statale?

Ma la colpa non è solo del governo (che, in fondo, ha sempre interesse a ritardare il rinnovo di un contratto scaduto).
La colpa è anche dei sindacati che sono raramente presenti nelle scuole (se non con un paio di assemblee annuali in cui il sindacalista di turno non sa quasi nemmeno rispondere alle domande specifiche che gli vengono fatte).

Io sto a scuola ogni giorno e nessuno mi ha mai chiesto, in tutti questi mesi, che cosa io pensi della riforma della scuola, nessuno mi ha mai inviato un questionario con un paio di domande per darmi la possibilità di esprimere indicazioni sul futuro della scuola o sul mio contratto di lavoratore.

Nessuno che abbia mai chiesto agli insegnanti se hanno qualche idea su quali punti modificare per migliorare la scuola in cui operano quotidianamente, o su come rendere più equo e produttivo il rapporto di lavoro.

I funzionari del governo e del MIUR (da un lato) e i sindacalisti (dall’altro), che non stanno nella scuola, che non insegnano e non fanno i turni mensa, che non hanno a che fare ogni giorno con le mancate nomine dei supplenti, che non devono pensare alla gestione dei gruppi e delle classi, che non sono mai costretti ad assumersi incarichi sottopagati come capita a noi nella scuola, si permettono, però, di decidere sempre al posto nostro: sia che si tratti di fare una riforma controversa, o di lasciare la categoria senza contratto, o di proclamare uno sciopero.

A noi non viene chiesto mai nulla. Noi dobbiamo solo prendere atto.

O spulciare sui giornali, come qualsiasi cittadino, le frammentarie informazioni su qualche incontro, qualche decisione generica o qualche parziale accordo contrattuale che ci riguarda.

Sarebbe ora che anche i sindacalisti tornassero a svolgere il proprio ruolo: quello di rappresentare davvero i lavoratori della scuola, tenendo i contatti con la base e intraprendendo le azioni che spettano loro.

Non devono venire a chiedere a noi di partecipare ad uno sciopero contro la riforma e per il rinnovo contrattuale: siamo noi che dobbiamo chiedere a loro dove sono stati in questo anno e mezzo senza contratto, dove sono stati mentre veniva elaborata, discussa e approvata la riforma.

Noi eravamo a scuola ogni giorno e non avremmo potuto, ogni giorno, fare anche i sindacalisti, perché ci sono coloro che lo fanno per mestiere, su delega e nomina nostra.

Noi non avremmo potuto essere presenti ogni giorno fuori o dentro i palazzi romani in cui si decide (o non si decide) il futuro della scuola e dei contratti: loro ci potevano essere, almeno qualche volta.

- Quanti scioperi si devono fare per avere un rinnovo contrattuale automaticamente dovuto per legge?

- Ma soprattutto, il nuovo contratto rispetterà le esigenze di una base mai consultata sui dettagli?

- E poi, che serve ora, fuori tempo massimo, scioperare per una riforma già approvata?

- Dal precedente sciopero fino ad oggi, dove sono stati i sindacati della scuola?

Sicuramente non nelle scuole: perché altrimenti anch’io li avrei visti circolare per i corridoi…

Per questi motivi, stavolta (e spero in molti) abbiamo deciso di scioperare contro i sindacati di ogni colore e di ogni genere, non partecipando allo sciopero unitario.

Qualcuno ci ha chiamati “crumiri” senza sapere che, nella storia del sindacalismo, quella parola si riferisce a chi sta dalla parte del padrone.
Quindi il riferimento è fuori luogo e non ci sfiora nemmeno, perché, oggettivamente, non è proprio il caso nostro…

Questa volta decido io!