… una domanda più che legittima.
La scuola siamo noi?
Non mi pare…
La scuola siete voi, ministri, che ogni due o tre anni cambiate le carte in tavola e che, a colpi di decreti di riforma, gettate pian piano la scuola nel caos…
La scuola siete voi, governi, che non rinnovate i contratti di chi lavora nella scuola…
La scuola siete voi, sindacati, che aspettate, ogni volta, almeno 15 mesi prima di ricordare ai governi che i lavoratori della scuola lavorano senza contratto…
La scuola siete voi, esperti, funzionari, commissari, convegnisti d’ogni risma e d’ogni livello che parlate del nostro lavoro senza averlo mai fatto…
La scuola siete tutti voi che, non sapendo che pesci pigliare, ci dite che questo è un anno di transizione… ma verso che cosa?
La scuola siete voi: noi non siamo come voi.
Noi a scuola ci lavoriamo ogni giorno cercando di mettere delle pezze a ciò che manca, alla vostra autonomia fasulla, fatta di parole e di progetti, ma di pochi euro nei bilanci…
Nossignori: la scuola siete voi!
Ed ora venite a chiedere a noi di mostrare (ma solo dal 19 al 25 maggio) le belle cose che sappiamo fare e che abbiamo fatto con i nostri alunni nelle classi?
Volete mettere una bella pezza sopra i video dei cellulari che hanno trasmesso ai media gli atti di bullismo, di maleducazione, di inciviltà e di violenza che succedono nelle vostre scuole…
Fate pure: ma non chiedetelo a noi.
[Gli approfondimenti si trovano nei link indicati qui sotto]

Luigi Perillo









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