Provate a chiedere al vostro vicino di casa se sa qualcosa del contratto degli insegnanti. Sicuramente vi dirà che il contratto è stato firmato mesi fa e che gli insegnanti italiani hanno ormai 101 euro di stipendio in più al mese
Provate a chiedere alla prima persona che passa per strada se esiste il tempo pieno nelle scuole elementari italiane: vi dirà subito che esiste certamente, dato che è stato detto testualmente dal ministro Fioroni due o tre giorni fa al telegiornale
Provate a chiedere ad un amico se sappia qualcosa circa gli insegnanti precari nominati nelle scuole e subito vi dirà che ne sono stati assunti 63.000 e che ormai nessuna scuola ha problemi di organico e di personale
Noi, invece, che a scuola ci andiamo quotidianamente, sappiamo benissimo che:
1 – il contratto degli insegnanti è scaduto il 31 dicembre 2005 e che non è stato ancora rinnovato, dopo quasi 2 anni; senza contare che gli aumenti stipendiali non sono l’unico problema degli insegnanti e della scuola
2 – il tempo pieno non esiste se non nelle scuole che lo avevano già e che, con i tagli agli organici operati dalla Finanziaria 2007, esistono a fatica gli organici necessari alle scuole a tempo normale e che gli insegnanti di sostegno sono stati tagliati, riducendo drasticamente il rapporto docenti/alunni
3 – il totale dei precari assunti non basta a far funzionare adeguatamente le scuole, che le ore di compresenza ridotte impediscono la copertura dei servizi mensa, impediscono i laboratori, i lavori a gruppi, la realizzazione dei progetti, l’aiuto agli alunni più deboli, che mancano i docenti di lingua inglese (obbligatoria), che mancano gli insegnanti di sostegno specializzati.
Però ci sono 36 milioni di euro a disposizione per pagare gli ispettori ministeriali che garantiranno il controllo sull’applicazione delle nuove indicazioni per il curricolo (anche se sono sperimentali e non obbligatorie) e per monitorare quest’ultima “riforma” dei programmi che, sostanzialmente, si riduce ad un elenco di obiettivi didattici risaputi dagli addetti ai lavori
Signori stiamo scherzando nuovamente con la scuola pubblica???
Anche, occorre dire, con il beneplacito dei sindacati della scuola…

Luigi Perillo









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