Cellulari a scuola

Si', no, forse, ma... Ovvero: la memoria corta del ministro e dei suoi funzionari!

Le linee d’indirizzo del ministro Fioroni sul divieto di uso dei cellulari durante le attività scolastiche (15 marzo 2007) vengono ora superate dalla concessione dell’uso (praticamente libero, nell’ambito delle interpretazioni circa la privacy) del cellulare con telecamera (videofonino) come si legge nella recente presentazione ministeriale alla nuova direttiva del 30 novembre 2007.

Cerchiamo di riepilogare.

A marzo 2007 si diceva:

“In via preliminare, è del tutto evidente che il divieto di utilizzo del cellulare durante le ore di lezione risponda ad una generale norma di correttezza che, peraltro, trova una sua codificazione formale nei doveri indicati nello Statuto delle studentesse e degli studenti, di cui al D.P.R. 24 giugno 1998, n. 249.
In tali circostanze, l’uso del cellulare e di altri dispositivi elettronici rappresenta un elemento di distrazione sia per chi lo usa che per i compagni, oltre che una grave mancanza di rispetto per il docente…”

In sostanza, a marzo si diceva che non era consentito l’uso del cellulare a scuola durante le lezioni; ora si dice addirittura:

“Resta ovviamente lecito scattare foto, registrare filmati con il proprio cellulare per uso personale (ad esempio, riprendere una lezione del professore a scopo di studio individuale)…”

La contraddizione è palese: i due documenti sembrano scritti da due persone diverse…

Se è vietato usare i cellulari a scuola, sarà, ovviamente vietato usarli anche per fare riprese video…

O no? La logica è logica!!!

Se si fosse fatto rispettare il primo documento, non ci sarebbe stato alcun bisogno di scrivere il secondo!!!

Ma il secondo… consente ciò che il primo non consentiva!!!

In ogni caso, che cosa volete che succeda nelle scuole italiane??? Niente di nuovo… si continuerà a fare ciò che si vuole: in Italia le regole sono una cosa, la realtà è un’altra.

Siamo la culla del diritto e delle norme, ma anche la culla del formalismo: a noi basta che le leggi ci siano (non che qualcuno le faccia rispettare).

Se poi le norme sono contraddittorie, l’invito a non rispettarle è quasi… palese!

Ma signori ministri, siamo uomini o caporali?

NOTA: i riferimenti normativi si trovano nei link qui sotto indicati.

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