I dati OCSE rilevano la presenza di troppi “somari” nella scuola italiana: e il ministro corre ai ripari con una Direttiva che prevede interventi a raffica nelle scuole, per il sostegno agli alunni.
Lodevole iniziativa, sicuramente.
Occorrerebbe anche ragionare sul perché si sia scesi così in basso nelle classifiche internazionali relative alle competenze degli studenti.
Un buon esame di coscienza potrebbe far bene a tutti, iniziando da chi governa la scuola e da chi è responsabile degli apprendimenti dei nostri ragazzi. Senza aspettare, ogni volta, le classifiche dell’OCSE.
Ecco alcuni spunti utili alle riflessioni che tutti possiamo e dobbiamo fare:
- sono questi i primi frutti della tanto decantata autonomia scolastica?
- non abbiamo forse dato spazio a troppi progetti e laboratori a discapito delle materie basilari (lingua e matematica) e dello studio personale?
- non è forse il caso di riproporre PROGRAMMI NAZIONALI chiari e definitivi, dove sia scritto chiaramente per tutti che cosa dover insegnare e che cosa dover imparare nelle scuole?
La nostra scuola ha sicuramente bisogno di meno chiacchiere, meno dibattiti, meno progetti, meno commissioni di esperti, meno carta e meno POF altisonanti.
Si sa che cosa si deve insegnare, non fingiamo di dover re-inventare il mondo ad ogni cambio di governo e di ministro.
GLI OBIETTIVI DIDATTICI esistono e gli insegnanti li conoscono.
LASCIATECI LAVORARE IN PACE: con i programmi ancora vigenti la scuola elementare e la scuola media possono andare avanti in modo proficuo.
NON TORTURATECI con annuali riforme e riformette.
GRAZIE.

Luigi Perillo








