Una femmina di questo canale, violando esplicitamente l’evangelico precetto
di tacere in pubblico e obbedire al marito (Cfr., ad es, 1 Corinzi 14.34), ha
ritenuto opportuno far sentire il suo inutile parere, fornendoci peraltro una
magnifica occasione per analizzare le dinamiche sinaptiche di una femmina-tipo.
L’intervento originale si trova in
http://guide.supereva.it/politica_e_societa/donna_in_web_/interventi/2001/01/28782.shtml
Rimango ammutolita leggendo
Primo esempio: quando una femmina esordisce con un “Non ho parole”,
aspettatevi una crisi logorroica.
il decalogo del seduttore, proposto da un’altra guida del
mio canale Politica e società. Ironicamente mi chiedo chi possa prendere sul
serio un uomo che, per conquistare una donna, si spoglia delle “Vere maniere”
E chi le ha decise le “Vere maniere”? Tu?
Ma cosa vogliono le femmine?
Prima di tutto di non essere chiamate femmine, perchè, dopo tutto, senza di
noi, sarebbe solo un animale solitario.
Senza voler infierire sulla sintassi zoppicante, non capisco quale sia il problema.
Mi rendo conto che in questi squallidi tempi il politically correct impera,
il buonismo è d’obbligo e il trabocchetto semantico onnipresente; mi
sono rassegnato da tempo all’idea che finocchi, negri, paralitici e spazzini,
per dire, debbano essere rigorosamente apostrofati “gay”, “persone
di colore”, “portatori di handicap” e “operatori ecologici”
altrimenti si rischiano denunce.
Tuttavia, mi riesce difficile capire perché, dopo tanti anni di FEMMInismo,
con la pleiade di riviste FEMMInili dove la parola più pronunciata è
FEMMInilità, qualcuno che addirittura ha fatto una tesi sulle “figure
FEMMInili in politica” abbia di che lamentarsi se chiamo femmine le femmine,
tenendo conto soprattutto che i primissimi sinonimi che mi vengono in mente
solleverebbero ben altre proteste :-)))
In realtà, usare la parola “femmina” in questo contesto ha
un valore eminentemente pratico e una valenza simbolica tutt’altro che da disprezzare:
intanto perché mi permette di usare un unico sostantivo (troverei stupido
chiamare “donna” una diciottenne o “ragazza” una cinquantenne;
fanciulla, signorina, donzella qualche volta li uso, ma…), poi perché
mi permette di definire il contesto in cui mi sto muovendo: mentre non mi permetterei
di appellare “femmina” un giudice donna, una vigilessa, una programmatrice
di computer, ecc nell’esercizio delle loro funzioni professionali, nel momento
in cui risvegliano il mio interesse come potenziali oggetti di soddisfacimento
sessuale diventano “femmine”, e come tali dovranno essere trattate
e considerate.
Il fatto è che le femmine non vogliono realmente qualcuno con un corpo statuario,
un viso bellissimo, o un sacco di soldi. Quello che le donne vogliono è lo stato
emozionale che provano quando sono vicine a qualcuno con un corpo statuario,
un viso bellissimo, un sacco di soldi, etc. Se tu puoi metterle in quello stato,
non avrà alcuna alcuna importanza il fatto che tu possieda o no le altre cose.
Immagino che queste parole derivino da varie esperienze di solitudine…
Intanto derivano da un’attenta e scientifica analisi di ciò che funzione
e di ciò che non funziona. A noi interessano i risultati, e non vedo
perché si dovrebbero inserire nebulosi e arbitrari criteri estetici quando
quelli funzionali dimostrano la loro piena validità.
Poi, sorvolando una volta di più sul non sequitur, di nuovo non trovo
motivo di lamentela, anzi… Invece di sostenere, come vorrebbe il luogo comune,
che le femmine facciano dipendere la concessione di “favori sessuali”
dalle dimensioni del portafoglio del candidato o dalla sua apparenzafisica,
dimostro che stanno solo cercando uno stato emozionale. Il fatto che io insegni
come indurre questo stato mi sembra un grosso regalo, non un motivo di lagnanza.
1) Non devo scusarmi per i miei desideri di maschio.
Mi muovo attraverso il mondo senza scuse. 2) Tu hai bisogno di me, non io di
te.
Si commenta da solo
Non si commenta affatto da solo; il problema è che un’analisi decente
richiederebbe ben altro spazio (e ben altro tempo da parte mia).
Detto in due parole, la stessa esplosione di imbecillità che chiama i
paralitici “non deambulanti” e i bidelli “personale non docente”
(v. sopra), ha portato i maschi a convincersi che non è politically correct
avere desideri da maschio e a vergognarsi se, di fronte a un bel pezzo di gnocca,
il primo pensiero che viene in mente è di tipo sessuale.
Questo nella stessa società che ci bombarda incessantemente con un florilegio
televisiv-cartellonistico di tette-culi-cosce a gogo. Ma questo pare non vi
infastidisca.
2) Tu non mi puoi controllare
Nessuno può controllare nessuno
O non hai esperienza di relazioni di coppia, o hai vissuto “d’arte e d’amore”
oppure menti sapendo di mentire. Ne riparliamo.
4) Non posso prendere una femmina in considerazione fino
a quando non ci sono andato a letto
Se mai ci riuscirai
Ovviamente. Comunque, mai prima.
5) Il primo passo per attrarre una femmina è ottenere
la sua attenzione, e il modo migliore per farlo è di essere unico, nuovo, differente.
6) Io non discuto con una femmina, ne cerco di compiacerla. Ascolto quello
che ha da dire, ma gentilmente e con fermezza faccio quello che ho pianificato
Non ne avrai il tempo…
Altro non sequitur. Resta il fatto che la stragrande maggioranza dei maschi
è vittima del lavaggio del cervello di cui sopra, e pensa che sia possibile
discutere con una femmina (ricordiamoci la definizione), coi risultati che abbiamo
sotto gli occhi.
Credo che niente sia meglio, per chiarire il mio pensiero, che una citazione
autorevole:
Illa licet non det, non data sume tamen.
Pugnabit primo fortassis, et ‘improbe’ dicet:
Pugnando vinci se tamen illa volet.
Tantum ne noceant teneris male rapta labellis,
Neve queri possit dura fuisse, cave.
Oscula qui sumpsit, si non et cetera sumet,
Haec quoque, quae data sunt, perdere dignus erit.
Quantum defuerat pleno post oscula voto?
Ei mihi, rusticitas, non pudor ille fuit.
Vim licet appelles: grata est vis ista puellis:
Quod iuvat, invitae saepe dedisse volunt.
Quaecumque est veneris subita violata rapina,
Gaudet, et inprobitas muneris instar habet.
At quae cum posset cogi, non tacta recessit,
Ut simulet vultu gaudia, tristis erit.
Vim passa est Phoebe: vis est allata sorori;
Et gratus raptae raptor uterque fuit.
(Ovidio, Ars Amatoria)
Qui davvero non posso permettermi la traduzione, altrimenti il CM si inalbera:
arrangiati.
7) Non c’è donna così bella che io non possa avere
Non credo proprio…
E tu come fai a saperlo?
8) Una da “6″ nel letto batte una da “10″ nella testa,
ma una da “10″ nel letto batte tutto il resto (Banale? Forse. Ma è meglio ricordarlo…)
Chissà quanto triste ti hanno reso i tuoi di voti…
Be’, veramente….
9) Non mi lascerò mai coinvolgere seriamente con una
femmina che abbia più problemi di quelli che io possa maneggiare
Immagino e fai bene, visto che ne hai tanti tu da risolvere
Tipico esempio di pensiero tautologico. Ovviamente hai ragione: come ogni essere
umano ho già abbastanza problemi per conto mio, e non sento alcun bisogno
di cercarne di altri, tantomeno di quelli rappresentati dalle paturnie femminili
10) La persistenza senza la flessibilità è la chiave
per il disastro. Variare l’approccio e lo stile per verificare cosa funziona
meglio.
Allora, non propongo un decalogo delle donne, perchè, diciamocelo, noi non ne
abbiamo bisogno,
Veramente, c’è chi non è del tuo stesso parere. Fai una piccola
ricerca di “The Rules: Time Tested Secrets for Capturing the Heart of Mr.
Right” by Ellen Fein and Sherrie Schneider (non ho il sito a portata di
mano)
come non ne hanno bisogno I VERI UOMINI. Fatevi due risate,
perchè purtroppo c’è ancora gente che ama farci solo divertire
Toh, guardate un po’ ’ste femmine che pur di lamentarsi non trovano più
piacevole neanche il divertimento…
e che, di maniere seduttive, non ha proprio nulla. Sono solo
venditori, venditori d’aria e di parole di cui, spero, nemmeno lui sarà mai
tanto convinto. Qualsiasi essere umano dev’essere amato, ma soprattutto rispettato,
per ciò che è e che rappresenta.Non si può fare a meno di nessuno e questo certo
non dovevo essere io a ricordarlo. Siamo stanchi di burattini che vivono d’utopie
perchè non sanno rapportarsi all’altro sesso, se non con questi atteggiamenti
fuori moda e indifferenti. Nessuna donna al mondo, nessun uomo mai, potrà rimanere
affascinato da chi non seduce, ma ama comandare. La seduzione non si può imparare,
è insita nel nostro modo di essere.
Quindi chi non ne prende, ciccia: in coda ad aspettare che una principessa
abbassi il suo benevolo e generoso sguardo…
Quindi, ciarlatani, io vi metto al bando e continuo a vivere
le mie relazioni, senza repressioni.
Tu puoi vivere come ti pare, ovviamente. Lasciaci fare la stessa cosa. (Hai
per caso paura di incontrare qualche mio allievo? Non ti preoccupare, puoi cercare
solidarietà qui http://www.beyondblonde.com/Sass/sass.html)
Cercando il vero uomo, compagno, amico. Che non deve seguire
regole e che sappia farmi sentire importante come merito.
Alla faccia della modestia… ma è vero, la femmina dev’essere la regina
della casa….
p.s gli inviti alle trasmissioni solo solo un modo per
ridere di te…
Mbe? Con tutti i politici, intellettuali, giornalisti che fanno i pagliacci,
perché ti disturba che una briciola del grande circo mediatico sia stata
lasciata a me?
Comunque, l’intervento è già troppo lungo; avremo occasione di
riparlarne perché, pagliacciate o meno, c’è molto più in
gioco che l’orgoglio ferito di qualche femmina starnazzante.
Bacioni affettuosi
Bruno

Bruno








